Diaconale: “Concludiamo la stagione. La prossima più ‘corta’? Può funzionare”

Arturo Diaconale è tornato a parlare della ripresa dei campionati, tra esigenze, tempi, modi strategie ed eventuali misure per il futuro

Arturo Diaconale è tornato a parlare della ripresa dei campionati, lo ha fatto ai microfoni di TMW Radio. “Seguo l’evolversi della situazione. Le indicazione che arrivano sono quelle di una ripresa, restano da stabilire i tempi e i modi in cui può essere effettuata con le massime garanzie per tutti, a partire dai calciatori. Le partite però si svolgeranno a porte chiuse, almeno in questa prima fase”.

Dura giocare al Nord? Sicuramente è complicato, soprattutto per gli spostamenti, visto che ci sono ancora dei focolai. E’ vero che il calcio è uno sport di contatto, ma il contatto non provoca il contagio. Il problema è impedire che arrivino in contatto giocatori positivi con quelli sani. Non ci siamo resi conto che la gran parte del peso del Coronavirus è gravato sulle famiglie. Non è facile per chi ha sintomi accedere ai tamponi. I giocatori invece vivono all’interno di strutture che devono essere attrezzate dal punto di vista sanitario. Se si garantisse a tutti la possibilità di avere dei controlli, i contagi non ci sarebbero. Ma servirebbe essere tutti organizzati, cosa difficile nel nostro Paese”.

Una domanda è relativa anche alla possibilità che la prossima stagione, se questa dovesse concludersi in ritardo, inizi a gennaio e si concluda in pochi mesi. Ipotesi che la redazione di CalcioWeb ha voluto approfondire (due gironi con raggruppamento Nord-CentroSud, playoff e playout). Diaconale si è dimostrato favorevole: E’ un’ipotesi che può funzionare. L’esigenza è quella di non mandare in crisi un settore, che non può permettersi di andare in difficoltà. Se non si termina, sicuramente il campionato successivo viene falsato. Perché si porterebbe la mancata conclusione nei tribunali, cosa che inciderebbe sull’andamento del campionato. Mi auguro che sia il campo a decidere chi vince, chi perde, chi andrà in paradiso e all’inferno”.

Figc, tutto in 3 mosse: ritiri chiusi, screening degli atleti e ripartenza prima in Serie A e poi in B e C

Cellino è una furia: “Ripartire con la Serie A? Non ci presentiamo. Pronto a giocare in B ma non sulle tombe”

Ripresa campionati: “Stop del calcio auspicabile, a mio parare si deve tornare in campo a settembre”

Gravina: “Chiuderemo il campionato, no partite al nord. Prossima stagione in 5 mesi, si pensa ad altre formule”