Diego Alberto Milito, dal contratto lanciato al volo nel box alla bimba bloccata sul divano

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica 'L'uomo del giorno'. Protagonista di oggi è Diego Alberto Milito, ex attaccante di Genoa e Inter

Torna il classico appuntamento con la nostra rubrica ‘L’uomo del giorno’. Protagonista di oggi è Diego Alberto Milito, attaccante argentino protagonista del ‘Triplete‘ dell’Inter che compie 41 anni. Detto ‘El Principe’ per la sua somiglianza con Enzo Francescoli, ex calciatore uruguayano, Milito è nato a Bernal, a Sud-Est di Buenos Aires anche se la sua famiglia è originaria di Terranova da Sibari, in Calabria; inizia la sua carriera in patria con la maglia del Racing Club di Avellaneda. Nel gennaio del 2004 viene prelevato dal Genoa e gioca una stagione e mezza in Serie B in cui segna 33 gol. In seguito alla retrocessione del Genoa in Serie C1, inflitta dalla Giustizia Sportiva, passa al Saragozza dove gioca tre stagioni ad alti livelli, segnando 53 gol e portando la squadra in Coppa Uefa, prima della retrocessione nel 2008. Memorabile il suo poker al Real Madrid nella semifinale d’andata di Coppa del Re, terminata 6-1 e che ha consentito al Saragozza di giocare la finale contro l’Espanyol, poi persa.

Torna al Genoa, stavolta in Serie A e fa una stagione strepitosa con 24 reti. Su di lui si posano gli occhi dell’Inter che lo porta in nerazzurro. Alla prima stagione, è uno dei protagonisti (se non il protagonista principale) del ‘Triplete’ nerazzurro. Saranno 30 le marcature stagionali (22 in campionato, 2 in Coppa Italia e 6 in Champions League). Il mese di maggio del 2009-2010 è il migliore della sua carriera: gol in finale di Coppa Italia, gol alla penultima e all’ultima di Serie A, doppietta in finale di Champions. A dicembre tutto si completerà con il Mondiale per Club. Milito giocherà altre 4 stagioni all’Inter, ripetendo solo nel 2011-2012 i grandi numeri di quell’annata storica. Le ultime tre stagioni della carriera di Milito sono in Argentina con la maglia del suo amato Racing. Con l’Academia realizza 18 gol in 50 presenze.

Il 7 novembre 2011 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Terranova da Sibari, comune calabrese dal quale proviene la sua famiglia. Nel 2008 fu vicino al Tottenham, poi scelse di tornare in Italia. Il 1° settembre 2008, ultimo giorno di mercato, Federico Pastorello, agente del ‘Principe’, ebbe un’intuizione geniale: con un lancio fece cadere il contratto firmato all’interno del box, dove c’era qualcuno pronto a riceverlo. L’argentino, in questo modo, riuscì a tornare al Genoa. Un lancio provvidenziale visto che alla chiusura delle porte non si sarebbe più potuto concretizzare alcun affare.

Javier Zanetti raccontò la vittoria dello scudetto: “Prima di quel Roma-Samp Milito mi invitò a casa, aveva la figlia piccola nata da due mesi, eppure mi chiese di prendere una pizza insieme. Quando arrivai, la Roma passò subito in vantaggio. Eravamo abbattuti. A quel punto abbiamo chiamato per farci mandare due pizze margherita. Appena ce la portarono, ci hanno riconosciuto immediatamente: ‘Ma siete Zanetti e Milito! Grandi!’. Rispondemmo: ‘Ma se stiamo perdendo lo scudetto…’. Un minuto dopo arrivò il pareggio della Sampdoria. La moglie di Diego voleva portare via la bimba che era sul divano con noi a dormire in camera, Milito la fermò subito, per scaramanzia. A quel punto, dopo poco, Pazzini fece il 2-1. Eravamo in delirio, ci mandammo sms tra tutti i compagni”.