E’ l’argomento del giorno. Lo scudetto della Lazio, conquistato – vent’anni fa – più al ‘Curi’ che all’Olimpico. Dopo il tris facile alla Reggina, era rimasta solo l’attesa per il famosissimo Perugia-Juventus. A difendere i pali della squadra umbra, quel pomeriggio, c’era Andrea Mazzantini, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
“In tanti dicevano che avremmo regalato la partita alla Juve? Impossibile, per tre motivi. Il primo: da un paio di settimane, viste le difficoltà della Juve, cominciavamo a dirci fra noi: ‘Vuoi vedere che ci tocca rifare l’ago della bilancia del campionato, come l’anno scorso contro il Milan?’. Eravamo molto preparati ad avere tutti gli occhi addosso, insomma. Tutti noi: a partire da Amoruso. Nicola era di proprietà della Juve. La settimana prima della partita era stato anche infortunato, qualcuno di noi gli disse: ‘Ma chi te lo fa fare di giocare? Devi tornare là…’. Lui fu straordinario: ‘No, ragazzi: ho fatto tutto questo percorso con voi, è giusto che lo finisca con voi’. Giocò, e anche bene. E fine partita Moggi lo convocò per il giorno dopo a Torino…. Il secondo, Mazzone: una squadra di Mazzone non può regalare mai niente, per definizione. Non ci disse niente di particolare, per caricarci: quelle partite lì si preparano da sole. Fece una battuta e basta: ‘Sò tifoso della Roma, ma ‘sta roba scordatevela’. Non era un invito: era un ordine. Il terzo, Gaucci. Eravamo in ritiro da una settimana, ‘perché il mondo ci guarda’, aveva detto. E ci aveva anche minacciato: ‘Se non giocate bene questa partita ci restate, in ritiro. Anzi: il ritiro ve lo faccio fare in Asia’. Mica scherzava”.
“Ho nelle orecchie le insistenze degli juventini: non volevano giocare. E le nostre per giocare: non ne potevamo più di stare in ritiro. Io cazzeggiavo, come sempre: sono sempre stato un po’ matto, mi piace sdrammatizzare. Ad un certo punto ho preso un phon, sono andato da Collina e ho fatto finta di asciugarlo. Ma con il massimo rispetto, eh? Lui era un fuoriclasse. Io due anni prima ero in panchina nello Juventus-Inter di Ronaldo e Ceccarini, ricordo bene cosa pensavo, mentre correvo: Dio vede, non dimentica e poi provvede…”.