Grande tifoso del Milan e appassionato di ippica, Carlo Pellegatti ha concesso un’intervista a ‘Tuttosport’ in cui ha rivelato alcuni retroscena sui soprannomi dati ai calciatori rossoneri nel corso degli anni. Appellativi fantasiosi e mai banali. Da “Baghera la pantera” (Dida) a “Tempesta Perfetta” (Nesta), da “Alta tensione” (Pippo Inzaghi) a “Trilli Campanellino” (Pirlo). Ma come nascono questi nomignoli? E’ lo stesso Pellegatti a rivelarlo: “Con un tocco di presunzione, dico che un giocatore deve meritare il soprannome. Alcuni sono forzati perché ormai c’era la tradizione e la gente se li aspettava. Le idee nascono dal cinema, dalla musica, dai tanti libri letti. Inzaghi era un giocatore elettrico, che si accendeva dal nulla, ecco perché ‘Alta tensione’. Seedorf, invece, era ‘Willy Wonka’ da ‘La fabbrica di cioccolato’. Cassano era simpatico per questo ‘Cappellaio matto’ come quello di ‘Alice nel paese delle meraviglie'”.
Ci sono alcuni soprannomi ai quali Pellegatti è più legato: “Baresi era ‘Mahatma’ perché era la grande anima del Milan. Shevchenko era ‘Vento di passioni’ e Kakà ‘Smoking bianco’. James Bond è uno dei personaggi più eleganti del cinema e il brasiliano lo era in campo. Savicevic è stato ‘Genio’ e ‘La carezza del Montenegro’, Sebastiano Rossi ‘L’ascensore umano'”.
Rapporto speciale con Inzaghi: “Arrivò al Milan quando mio figlio Andrea era piccolo. Giocava a calcio da centravanti, con doti simili e lo chiamavano Inzaghino. Il ‘Pippo mio‘ della finale di Atene 2007 emoziona ancora tanti tifosi del Milan”.
Qualcuno però non gradì il soprannome: “Borriello diventò ‘Kiss Kiss, Bang Bang’, titolo di un film del 2006 con Robert Downey Jr. Aveva la fama di conquistatore, però mi disse che preferiva altro così lo cambiai in ‘Jack Sparrow’, il famoso pirata interpretato da Johnny Depp”.
Appassionato di ippica, Pellegatti ha dato il nome di Ibra a due cavalli: “Avevo uno stallone in Inghilterra, lo chiamai ‘Ibra Supremacy’. Dieci anni fa gli raccontai questa cosa e lui se l’è ricordata, tant’è che quando a gennaio è tornato al Milan mi ha chiesto: ‘Come sta il cavallo?’. Poi lo vendetti, andava poco, non era fatto per la corsa. Ma, insieme ai miei compagni di avventura, ne abbiamo preso uno in Francia. Lo abbiamo chiamato ‘Invincible Ibra’, anche se non sappiamo se lo svedese resterà al Milan”.
Un calciatore che avrebbe voluto al Milan: “Senza dubbio Francesco Totti. Lo avrei chiamato ‘Empireo Platonico, il più alto dei cieli'”.
