Editoriale – Anelka alla Juve: un alto rischio a basso costo

AnelkaSono ore calde, queste, per quel che riguarda il calciomercato. Siamo entrati nell’ultima settimana, quella di fuoco, quella che “o la va o la spacca“. Quella che un tempo portava in Italia gente come Seedorf o Pato (quello buono), e che oggi invece ci racconta di Compper ed Anelka. Già, Anelka. Fonti vicinissime alla società danno per concluso il passaggio alla Juventus del francese, classe 1979: si attende, a quanto pare, solo il transfer della Federcalcio Cinese, dopodichè toccherà a tutti i rituali del caso. Dall’annuncio, alle visite mediche alla firma del contratto: si parla di un semestrale sulla base di 600.000 euro più bonus, che potrebbero far lievitare l’ingaggio sino ad 1 milione di euro in caso di vittoria di scudetto e/o Champions League. Nessun indennizzo, invece, spetterà allo Shanghai Shenhua, dal quale il calciatore è riuscito a liberarsi – sembra – a costo zero.

Ma Anelka serve davvero alla Juve? Il popolo bianconro, in realtà, non sta prendendo di buon grado il prossimo arrivo dell’ex calciatore del Chelsea. Per tutta una serie di motivi. Innanzitutto perchè i tifosi hanno memoria lunghissima – anche se solo in certi casi – e tutti ricordano quando Anelka, allora all’Arsenal, parlò in toni non proprio positivi proprio della Juventus stessa. Furono giorni concitati, in cui si parlò addirittura di un’imminente cessione di Inzaghi pur di far posto al francese che, in realtà, finì poi al Real Madrid, dove dimostrò a tutti che tipo di giocatore fosse: uno dei più discontinui e forse sopravvalutati del globo terrestre.

Il talento, per carità, non gli ha mai fatto difetto, al contrario della ‘testa‘, che è poi fattore decisivo e spietato sulla portata della reale grandezza di un giocatore. Ed è questo che ha sempre differenziato Anelka dai vari Trezeguet ed Henry, giusto per limitarciai suoi connazionali, dotati magari di minori qualità tecniche, ma con più senso del dover e sempre dediti alla causa. Ci sarà pure un motivo, del resto, se Anelka se avrà litigato con buona metà degli allenatori che hanno avuto la ‘fortuna’ di averlo a disposizione… Nel corso degli anni ha infatti discusso con i vari Wenger (Arsenal), Del Bosque (Real Madrid) e Fernandez (Paris Saint Germain).

Inoltre, dal 2002 al 2005 ha rifiutato di vestire la maglia della nazionale francese, a causa di contrasti avuti con i due Ct che si sono dati il cambio in quegli anni, vale a dire Lemerre e Santini. Tornato a giocare con la Francia grazie all’avvento in panchina di Domenech, al Mondiale del 2010 litigò bruscamente anche con quest’ultimo, beccandosi 18 giornate di squalifica dalla Federcalcio transalpina. I suoi anni migliori li
ha vissuti probabilmente al Chelsea, dove ha militato tra il 2007 ed il gennaio del 2012, mettendo assieme 59 reti in 183 partite. Non a caso Carlo Ancelotti è uno dei pochi allenatori che ne parla in termini postivi e, non più tardi di qualche giorno fa, ne ha elogiato la capacità realizzativa ma anche quella di mettersi sempre a disposizione della squadra.

I numeri della carriera, del resto, parlano di 194 goal segnati in 592 partite, e sono cifre di tutto rispetto. Tuttavia, nella recentissima esperienza allo Shanghai Shenhua, Anelka ha messo assieme appena tre segnature in 22 partite. Questione di appagamento forse, quantificabile nel biennale da 10 milioni netti firmato nel gennaio dell’anno passato. Motivazioni di carettere diverso, invece, dovrebbero aver indotto Anelka ad accettare la Juventus. I cui tifosi, dicevamo, hanno espresso parecchio scetticismo sul suo arrivo. Il commento generico dei tifosi bianconeri è il seguente: “O si prendeva un top player, o si restava così com’è“. Come dar loro torto? Non ci piace la critica preconcetta, preferiamo far parlare il campo e perciò attenderemo.

E’ però fuori discussione che la Juventus stia per mettere sotto contratto un giocatore dal carattere discutibilissimo, di età avanzata (è prossimo ai 34 anni), che non è mai stato un fuoriclasse e che nella sua ultima esperienza agonistica (?) ha fallito miseramente. Potrà dare, Anelka, un contributo importante ai fini della Champions League? Perchè è evidente come, per il campionato italiano, la qualità dell’attacco bianconero sia sufficiente a prevalere sul resto, come ampiamente dimostrato anche la scorsa stagione. Diverso è in Europa, dove l’apporto di un attaccante con caratteristiche sopra la media – ed i tifosi della Juve si augurano possa esserlo dalla prossima stagione Llorente – potrebbe risolvere le partite più intricate. I più maligni potrebbero dire che, partito Anelka, nella scorsa annata, il Chelsea ha vinto una Champions League…

Battute a parte, l’attaccante francese non ha nulla del top player e la speranza è che accetti le panchine che, almeno inizialmente, dovrà sopportare. Dalla sua parte ci sono l’esperienza accumulato in campo internazionale (oltre 80 presenze in competizioni europee per club e ben 69 con la maglia della propria nazianle) e la versatilità acquisita negli anni al Chelsea, dove ha imparato a giocare anche largo, mettendosi a disposizione della squadra. Di buono c’è anche il costo contenuto dell’operazione, che richiama alla mente – fatte le dovute proporzioni – gli ingaggi dei vari Barzagli e Pirlo, nella speranza che il rendimento sia pari a quello esibito da questi ultimi, divenuti colonne portanti della Juventus di Conte. Il campo ci dirà dunque chi è Anelka, se davvero dovesse firmare per la Juventus. Se poi tutto dovesse saltare – c’è una possibilità su 1000 che accada – allora vorrà dire che avremo scherzato…