Editoriale – Dal goal di Muntari alle proteste di Conte: difformità di giudizio al potere

allegriDiciamoci la verità, la squalifiche stabilite dal Giudice Sportivo per Chiellini, Bonucci e Conte, e l’inibizione sino al 18 febbraio cui è andato incontro Marotta, sono stata punizione tutto sommato congrua, anche se nel recente passato abbiamo visto casi di allenatori espulsi per proteste clamorose con gli arbitri ma poi non squalificati (si pensi a Cosmi, Stramaccioni e Mazzarri). Del resto, è evidente come, ogni qual volta ci sia di mezzo la Juventus, scoppi il finimondo e si cominci a parlare di complotti, fantasmi e fesserie simili oppure, di contro, si invochino pene al limite della fustigazione: dipende dai casi o sarebbe meglio dire dal colore della maglia…

Andiamo a considerare i momenti in cui, in questo campionato, la Juventus abbia goduto di favori arbitrali (è successo, come per tutte le squadre della Serie A): basti pensare a quanto accaduto dopo Catania, con la folkloristica esibizione di Antonino Pulvirenti, oppure addirittura alle parole di Massimo Moratti, che ha avuto l’ardire di confessare di temere il rivivere di certe vicende, dopo la vittoria in campionato dell’Inter contr la Juventus del novembre scorso. Insomma, basta fare due più due: se ci fosse stato davvero un complotto per indirizzare quel match, allora la Juventus avrebbe probabilmente vinto, ma così non è stato ed i bianconeri hanno perso, meritatamente, per 3 a 1: non serve chissà quale intelletto per comprenderlo…

Ma continuiamo. La Juventus ha perso quest’anno contro il Milan una partita di campionato per un rigore molto dubbio concesso per fallo di mano di Isla. Allora le reazioni dei bianconeri furono composte sia in campo che fuori, e nessuno osò attaccarsi all’episodio arbitrale per giustificare una sconfitta al contrario di chi, lo scorso anno, per mesi e mesi non fece che parlare del goal di Muntari. Nel suddetto caso relativo ad Isla, non si levarono indignazioni mediatiche da parte di nessuno, ne’ parole sdegnate dagli addetti ai lavori per l’episodio col quale il Milan vinse l’incontro. Anzi, si minimizzò il più possibile, come spesso accade quando la Juventus è vittima di sfortunati errori dei direttori di gara.

E lo stesso è successo nel recente match di campionato, dove al Genoa è stato sì negato un rigore nel primo tempo, ma ben tre ne sono stati negati alla Juventus, di cui uno, quasi a fine partita, netto e clamoroso. Dopo il 90′ c’è stata la comprensibile ira di alcuni dipendenti del club bianconero, che hanno giustamente pagato per gli eccessi del post partita, dal momento che bisognerebbe tenere i nervi saldi, anche se va considerato che non si tratta di automi. Per cui, piuttosto che centrare l’attenzione sull’operato “discutibile” del fischietto di Torre Annunziata, si è preferito puntare il dito contro Antonio Conte, sport nel quale molti si sono specializzati… Il caso del calcioscommesse è lampante, con l’evidente disparità di giudizio utilizzata nel giudicare i casi del tecnico pugliese e di Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. Ma si sa, ci si diverte anche così…

Tornando agli episodi del match contro il Genoa – a proposito, quello di Isla era fallo di mano da rigore, mentre quello di Granqvist no stando ad alcuni “esperti del settore – una delle cose che più ha creato ilarità, sono le manfrine che, all’indomani della partita, si sono sentiti in dovere di fare i vari Allegri, Preziosi e De Sanctis. Non faceva forse parte De Sanctis di quel Napoli che, dopo aver subito una sconfitta per 4 a 2, non si è presentato alla premiazione? Allegri che dice che bisogna fidarsi degli arbitri altrimenti è meglio chiudere lo spettacolo, non è forse lo stesso allenatore che per mesi ha parlato del goal di Muntari? Quanto a Preziosi, meglio un “no comment”.

Ribadendo dunque che un arbitro può sbagliare, che di rigori per la Juventus ce n’erano tre (ok, se ne può discutere), che le squalifiche a Conte e compagnia sono giuste, è chiaro che i fatti di Juventus – Genoa e tutte le reazioni che ne sono conseguite, altro non sono che l’ennesima riprova di come, nel nostro paese, per quel che riguarda il calcio, ma non solo, si usano sempre metri di giudizio ed opinione diversi, a seconda del “colore” di appartenenza dei soggetti interessati: un morbo, quello della mancanza di uniformità di giudizio, che colpisce oramai tutti, dal singolo tifoso a chi sta ai piani alti e dovrebbe garantire parità di trattamento per chiunque. Una domanda, infine, ci si pone: cosa sarebbe accaduto se, durante Juventus – Genoa, allo scadere, l’arbitro non avesse concesso un calcio di rigore ai liguri per un fallo di mano di Bonucci?