La 21a giornata di Serie A ha ribadito un concetto, che in molti hanno fatto proprio per mesi, salvo poi dimenticarlo nel giro di una settimana: la Juventus è di una spanna almeno superiore alle altre avversarie. Per carità, il 2013 non era certo cominciato nel migliore dei modi per i ragazzi di Antonio Conte, ma in parecchi avevano impropriamente usato il termini crisi o tirato fuori, in senso negativo, la parola presunzione. Si diceva che la Juve si fosse montata la testa o cose simili: teorie dure da digerire per una squadra elogiata da tutta Europa, partendo da Ferguson e finendo con Mourinho. Dunque, al netto dei fatti, risulta che l’unica antiJuve può essere la Juventus stessa. Ciò non vuole necessariamente dire che i bianconeri vinceranno al 100 % lo scudetto, ma che rimangono di gran lunga i favoriti certamente sì: le avversarie, a turno, non hanno sin qui saputo approfittare dei pochissimi passi falsi dei Campioni d’Italia e questa è una colpa evidente delle varie inseguitrici.
Per quel che concerne la corsa alla Champions League, nonostante le parziali frenate, Fiorentina, Napoli e Lazio rimangono le favorite per occupare i due gradini più bassi del podio Rispetto ad Inter e Roma hanno dalla loro una struttura tattica ben più consolidata ed un certo margine di sicurezza di gioco entro il quale si muovono con destrezza. Ma occhio anche al Milan: alzi la mano chi non aveva attribuito ai rossoneri, ad un certo punto della stagione, il ruolo di comparsa o vittima sacrificale. Eppure Allegri, che pure è un toscanaccio verace, ha risposto silenziosamente, adoperando la nobile arte del fare i fatti, e ridando smalto ad una squadra che pareva aver perso equilibrio ed identità. All’allenatore rossonero va dato atto del coraggio che ha nel lanciare i giovani: Niang è solo l’ultimo di una serie di ragazzini che l’ex tecnico del Cagliari ha avuto il merito di impiantare in prima squadra dando loro un ruolo importante e non marginale. E che dire di Pazzini? Fino a poche settimane fa si ironizzava sulla competenza di Galliani, che aveva dato all’Inter 7 milioni di euro più Cassano pur di portarsi a casa l’ex centravanti di Fiorentina e Sampdoria. E adesso lo score del ‘Pazzo’ è lì a parlare chiaro: 10 goal in 19 partite, per una media facilissima da calcolare. Fate un po’ voi…
Ma la lotta che coinvolge maggiormente è forse quella legata alla zona salvezza. Ieri il Siena era all’ultima spiaggia: serviva una vittoria contro la diretta concorrente Sampdoria, e le previsioni erano infauste. Eppure sono arrivati i tre punti, grazie al goal di quel Bogdani dato sulla via dell’addio al club toscano. La squadra messa peggio, al momento, è forse il Genoa: la sconfitta casalinga contro il Catania pesa come un macigno, ed a farne le spese è stato Delneri. Arriva così Ballardini, che ha già avuto modo di lavorare in terra ligure. L’impressione è che, col cambio dell’allenatore, non si concluderà granchè. Occhio anche al Palermo: serve una campagna acquisti mirata, basata sull’utlità e non sul sensazionalismo. Finora l’arrivo di Dossena è stato un buon inizio, ma è troppo poco. Malissimo il Pescara, che ha fatto due passi indietro dopo il buon inizio 2013. Anche qui, il calciomercato potrà giocare un ruolo decisivo.
Dovendo infine scegliere l’uomo copertina di questa giornata di Serie A, non possiamo che virare su Paul Pogba: che il ragazzo avesse talento lo sapevamo, ma qui siamo di fronte ad unvero prodigio. Quantità e qualità in dosi sovrumane: arrivato a 19 anni, a costo zero, è già tra i top player del campionato. Ferguson ancora si dispera e ne ha ben donde. Ecco, prendendo spunto dal francesino, se c’è una cosa positiva che viene da questi mesi di campionato, è la quantità di giovani che sono stati lanciati dalle varie squadre: da Gabbiadini a Livaja, da Florenzi a Pogba, da El Shaarawy a Belfodil, abbiamo di che ben sperare per il futuro. Almeno questo…