Editoriale – Kakà: puro esercizio di nostalgia o rinforzo mirato?

kakaE’ sicuramente la trattativa che più di tutte sta attirando le attenzioni non solo dei calciofili italiani, ma di quelli di mezzo mondo: ci riferiamo ovviamente all’eventuale ritorno di Kakà al Milan. Non semplice voce di corridoio, ma affaire ammesso pubblicamente da Adriano Galliani, e da qualche fonte dato persino in dirittura d’arrivo. Ma servirebbe il ritorno del figliol prodigo sulle sponde rossonere dei Navigli, o sarebbe una semplice operazione nostalgia con poca utilità dal punto di vista del riscontro pratico? Proviamo a dare una risposta, fermo restando che non siamo maghi ne’ indovini…

Partiamo da un presupposto: la trattativa può andare in porto, ma non è per nulla delle più facili. Come già ribadito dall’amministratore delegato rossonero, perchè questa storia di mercato possa avere il lieto fine sarà necessaria la volontà concreta di Milan, Real Madrid e giocatore stesso. Premsso ciò, andiamo ad analizzare la cosa dal punto di vista meramente tattico. Dopo un inizio di stagione assai tribolato, Allegri ha inquadra la squadra adottando un 4-3-3 che ha ridato brillantezza, seppur a fasi alterne, alla compagine rossonera.

In questo contesto, dove si potrebbe inserire il calciatore brasiliano? Non certo a centrocampo, dove la presenza di Montolivo è indispensabile, e con essa anche quella di due mediani bravi a far legna ed abili anche negli inserimenti, come Nocerino ed Ambrosini. E’ ovvio che quella porzione di campo non si adatta per nulla alle qualità di Ricky. Il quale, di fatto, non è neppure un attaccante e, nelle poche volte in cui lo si è visto agire sulla linea delle punte, non ha brillato granchè. Certo, potrebbe anche far parte di un ipotetico tridente con El Shaarawy e Pazzini, ma quanto renderebbe schierato da quelle parti? Tutti ricordiamo il devastante Kakà, straordinario nel partire un po’ dietro la linea degli attaccanti, in un ruolo attualmente non contemplato da Allegri.

Avrebbe senso cambiare modulo, dopo aver trovato una buona quadratura del cerchio? Ma soprattutto, così facendo, non v’è il rischio che si possa anche porre un freno all’ascesa impetuosa di El Shaarawy? Si è parlato tanto di giovani, ed ora si vuol puntare a prendere un 31enne, con un passato da stella assoluta e fuoriclasse indiscusso del calcio italiano ed un presente fatto di infortuni, crisi di identità, e mancanza di gioco? Per carità, non vogliamo peccare di lesa maestà, Kakà non è diventato un bidone, ma è evidente che i rischi che comporterebbe una simile operazione, seppure in prestito, sono certamente più alti delle garanzie che si possano ricevere. Per cui, sull’eventuale ritorno di Kakà a Milan, esprimiamo il nostro scetticismo. Sia chiaro, saremmo felicissimi di riavere nel nostro campionato uno dei pochi fuoriclasse che hanno segnato il calcio italiano nell’ultimo decennio, campionissimo sul campo ed anche fuori. E rivederlo dalle nostre parti, tornando ad essere il fenomeno che fu, non potrebbe che riempire i nostri cuori. Di riserve però ne abbiamo, anche più di una…