Dopo la sconfitta casalinga subita ieri in casa dal suo Genoa contro il Catania, Enrico Preziosi ha deciso di sollevare dall’incarico Luigi Delneri. Pensando, forse, di dare pronta risoluzione alla crisi irreversibile in cui sembra versare il suo Genoa: al posto del friulano è arrivato Davide Ballardini, già presente sullebsponde liguri nella stagione 2009/2010. Anche allora subentrò a stagione in corso, portando il ‘Grifone’ al decimo posto, salvo poi vedersi messo alla porta a fine stagione. Trattasi del terzo allenatore chiamato in causa per la stagione in corso, dopo De Canio e, appunto, Delneri.
Ma siamo certi che il problema della gloriosa società rossoblu sia da ricondurre alla guida tecnica? A pelle, ma andando anche a rigore di logica, ci viene da dire no, decisamente no. Diciamoci la verità, il Genoa è una squadra costruita male, anche se va ammesso che esistono realtà peggio messe nell’attuale campionato di Serie A. Il problema è che a Genoa si fatica a lavorare. Perchè manca una figura seria di Presidente. Siamo onesti: Preziosi, purtroppo, va troppo oltre quello che dovrebbe essere il suo compito.
Per carità, ha preso il Genoa in Serie B e l’ha riportato in Serie A. Ma – diciamoci la verità – dal 2003 (anno in cui tutto ebbe inizio) ad oggi ne ha combinate di cotte e di crude: prima su tutte la vicenda relativa alla partita col Venezia, sul finire della stagione 2004/2005, per una delle pagine più infauste mai scritte nella nobile storia del Genoa. Una pagina talmente dannivora ed inutile, da causare ai rossoblu l’immediata retrocessione in Serie C, a tavolino, dopo che i calciatori, col sudore della fronte, si erano guadagnati la promozione in Serie A.
Durante la gestione Preziosi abbiamo anche assistito ad un momento squallido come quello relativo a Genoa – Siena dello scorso anno che non serve approfondire ulteriormente. Ma non è tutto. Cosa altrettanto grave, e che non tutti forse riescono a percepire, è che puntualmente, in ogni fase di mercato, ci troviamo a che fare con la continua compravendita di calciatori firmata Preziosi, come se il Genoa fosse un giocattolo. Eppure il Genoa non è un giocattolo come quelli che Preziosi produce, da montare e smontare a proprio piacimento
Il Genoa è un club fondato nel lontano 1893, che ha vinto nove scudetti ed una Coppa Italia e che, nel corso della sua storia, ha conosciuto grandi giocatori partendo dal mito De Pra fino all’elegante e mai troppo compianto Signorini, e via dicendo. Adesso è diventata un’illusione
di squadra, che magari avrà pure un valore tecnico di buon livello (elementi come Jankovic, Kuck, Borriello, Immobile sono un lusso), ma che non ha per nulla amalgama (ah, l’amato presidente Massimino avrebbe proposto di comprarlo al Gallia…), che non ha fiducia, che ben poco per cui sperare.
E la verità è che non è certo una situazione nuova, questa, venutasi a creare. Ecco perchè forse sarebbe l’ora che Preziosi passasse passare la mano a persone più capaci di gestire la società. Del a quando l’attuale patron rossoblu è entrato nel calcio ha avuto a che fare con Saronno, Como e Genoa. Le prime due sono miseramente fallite dopo le gestioni scriteriate di Preziosi, mentre la compagine ligure, forse non sarà a rischio economico, ma rischia di collassare dal punto di vista tecnico.
Peccato, perchè le premesse per fare qualcosa di importante ci sarebbero tutte. Una piazza appassionata, un bacino d’utenza importante, una storia alle spalle di una certa consistenza: ma sta venendo tutto soffocato dalla smania di grandezza o chissà cosa di un proprietario che continua a costruire squadre senza capo ne’ coda. Come dimenticare che a fine maggio 2012 era stato preso uno dei più bravi e competenti dirigenti italiani del momento, Pietro Lo Monaco, che dopo nueppure un mese è stato praticamente costretto ad abbandonare l’incarico? Preziosi aveva giurato di farsi da parte, ma non c’è riuscito.
Ecco perchè ribadiamo la nostra corrente di pensiero: ad essere esonerato dovrebbe essere proprio Preziosi. Qualora riuscisse a mettere da parte la voglia di “giocare” con il Genoa, e qualora riuscisse a mettere le proprie risorse economiche nelle mani di gente competente allora, e solo allora, forse le cose potrebbero funzionare: diversamente, i rossoblu saranno attesi da tempi duri. E questo, i tifosi del ‘grifone’, quelli veri, proprio non se lo meritano…