El Shaarawy rimane al Milan: soluzione giusta, ma basta chiacchiere su di lui

el922Il comunicato rilasciato dal Milan ha sciolto ogni dubbio relativo alla permanenza di Stephan El Shaarawy in rossonero: una conclusione giusta e doverosa, per una vicenda riguardo alla quale, onestamente, si è detto e letto anche troppo. E’ giusto ricordare che stiamo parlando di un attaccante giovanissimo, classe 1992, che, al primo anno da titolare in Serie A, ha messo assieme qualcosa come 37 partite e 16 goal. Per carità, nella seconda metà di stagione ha giocato abbastanza male, non fornendo un contributo adeguato alla causa del Milan, ma non possiamo certo scordarci ciò che ha fatto El Shaarawy nei primi mesi della stagione 2012/2013, quando abbiamo ammirato un calciatore straordinario, che ci ha fatto immaginare di avere a che fare con un potenziale fuoriclasse.

Ed allora giù con le ipotesi: El Shaarawy si è montato la testa, non ha voglia di allenarsi, non ha carattere, e via dicendo. Pettegolezzi da bar che, purtroppo, sono stati alimentati dalle frasi di due insospettabili, quali Cesare Prandelli ed Adriano Galliani. Il Ct ha parlato di un calciatore arrivato scarico alla Confederations Cup, bisognoso di mettere su più carattere per potere reggere al meglio certe pressione. L’amministratore delegato del Milan, invece, ha rivelato di sentire l’esigenza di parlare col diretto interessato, prima di potere dire, in termini certi, di una permanenza dello stesso in rossonero. Insomma, frasi che hanno dato adito a sospetti inutili, dannosi ed ingenerosi nei confronti di quello che – non smetteremo mai di ricordarlo – è un ragazzino di 20 anni.

Può anche darsi che El Shaarawy si sia sul serio – qualche volta – allenato distrattamente, che abbia perso la concentrazione, ma sono dazi che si possono anche pagare in giovanissima età, quando diventi improvvisamente l’idolo di San Siro e le ragazze ti vengono dietro a frotte. Non tutti riescono placidamente a mantenere la calma assoluta, a non lasciarsi travolgere dagli eventi. Si può anche perdere la bussola, ma l’importante è ritrovare la retta via. Cosa che – ne siamo certi – Stephan riuscirà a fare senza grossi problemi, con l’aiuto di una società seria e forte come il Milan che, tuttavia, stavolta ha lasciato trapelare un po’ troppo, come detto prima.

Adesso starà ad Allegri recuperare al 100% un talento di cui non solo il Milan, ma l’Italia tutta ha bisogno. Gli trovi la collocazione giusta in campo, il tecnico toscano: che sia ancora largo nel tridente (difficile, visto il diktat berlusconiano sul modulo da impiegare), o a fianco di Balotelli, oppure ancora nella posizione di trequartista, ma bisognerà fare il possibile perchè El Shaarawy torni ad esaltare al meglio le proprie caratteristiche, rifuggendo da quel gioco che, alla lunga, nello scorso campionato lo aveva reso prevedibile. Quanto al resto, fiducia massima è quello di cui ha bisogno El Shaarawy, un 20enne con le carte in regola per far tornare grande il Milan. Il calcio ha memoria corta caro Stephan: non ti curar di loro, ma guarda e passa…