“Arrivederci grande uomo, abbiamo assecondato il tuo volere: tra signori del calcio non è difficile capirsi, basta una stretta di mano. È stato un piacere e un onore averti con noi, vederti in campo con la maglia più bella del mondo e ora, sinceramente, ti auguriamo il meglio per il prosieguo della tua illuminante carriera. Ricorda che per i fuoriclasse come te le porte della mia Sampdoria sono sempre aperte”. E’ finita così la storia d’amore tra Samuel Eto’o e la Sampdoria, con un tweet del presidente Ferrero a rendere omaggio ad un campionato straordinario.
Arrivato contro ogni pronostico nello scorso mercato di gennaio, trattativa portata avanti in prima persona da Ferrero che non ha mai nascosto l’amore per quell’attaccante che in Italia con la maglia dell’Inter addosso ha riscritto la storia. Inutile stare lì a riepilogare numeri e gol, sarebbe quasi un sacrilegio. Perché campioni come Samuel Eto’o vanno oltre tutto e tutti, sono destinati a rimare in eterno.
E poco importa se il suo ritorno in Italia è durato solo sei mesi, se due gol in diciotto partite per un fuoriclasse come lui sono davvero poca, pochissima roba. Perché Samuel è riuscito ad andare oltre, anche questa volta. Ha fatto sognare la Genova blucerchiata, ha riacceso entusiasmi e scaldato cuori così intensamente che rimandare tutto al rettangolo di gioco sarebbe davvero troppo poco, puzzle incompleto che meritava di essere accuratamente rifinito. Tessera dopo tessera, in campo e fuori.
L’ha data fuori dal campo l’ultima zampata Eto’o, ruggito stanco quato dolce di un campione sul viale del tramonto ma, occhio visto e scatto bruciante, capace ancora (seppur a tratti) di essere indomabile Il saluto alla Sampdoria, ora l’esperienza in Turchia, l’Antalyaspor lo attende. Arrivederci e grazie di tutto, firmato Samuel Eto’o. Uno che la Genova blucerchiata porterà sempre nel cuore, perché quel ruggito ha scatenato vibrazioni. Ha fatto innamorare.