Marco Fassone è ospite della trasmissione Monday Night di Sportitalia e l’ex dirigente dell’Inter ha rilasciato una lunga intervista, trattando diversi argomenti. L’ex direttore generale nerazzurro ha dichiarato, sull’addio con il club interista:“Domanda da rivolgere al presidente Thohir. Io mi sono dato delle spiegazioni, ci ho pensato una settimana-dieci giorni standoci anche male. Credo che il dualismo con l’amministratore delegato lo abbia indotto a fare una scelta. Futuro Inter? Il club ha bisogno rapidamente di tornare nella fase a gironi di Champions League per una questione economica e gli investimenti fatti quest’anno sono funzionali all’obiettivo. Non ci riuscisse il valore della rosa è tale da rientrare in qualche modo negli investimenti fatti”.
Poi, sul cambio Mazzarri-Mancini:“Non è che a Mazzarri non abbiamo comprato dei giocatori che voleva e a Mancini sì. Abbiamo usato la stessa strategia con entrambi, evidentemente i due allenatori avevano ambizioni e strategie diverse”. Sulla stagione della Juve: “Non vincerà lo Scudetto. Champions? Sì, penso ce la faccia”.
Fassone ha parlato anche di Andrea Agnelli e De Laurentiis: “Ci ho lavorato poco. Andrea è arrivato nel maggio del 2010 e io ad agosto ho lasciato, quindi il mio giudizio sarebbe molto superficiale. Detto questo per lui parlano i risultati. Contrasti Elkann-Agnelli? Quando c’ero io direi di no. Su De Laurentiis? Ottimo presidente e per lui parlano i risultati. Nel mio caso non si parla nemmeno di un divorzio dato che avevo due anni di contratto e quando mi arrivò l’offerta dell’Inter comunicai al club l’intenzione di lasciare”.
L’ex direttore generale dell’Inter ha spiegato sulla cessione di Kovacic:“Ci siamo trovati di fronte a scelte all’inizio della campagna acquisti. abbiamo individuato 2-3 nomi dei papabili da sacrificare. Quando nella settimana di Ferragosto non erano state effettuate delle vendite per sanare il bilancio abbiamo deciso di cedere Mateo e col senno di poi dico che è stata un’operazione necessaria”.
Su Kondogbia e Shaqiri: “Su Kondogbia ormai si sanno molte cose, tanto era mediatica come trattativa. Si è lavorato con Mancini per convincere Geoffrey. Noi potevamo mettere sul piatto di meno di quanto potesse offrire il Milan e abbiamo fatto un grande sacrificio. Il fatto che Mancini abbia potuto parlare col giocatore è stato determinante. E il ragazzo ha accettato un ingaggio inferiore rispetto a quello che il Milan gli ha proposto. Con la sua volontà è stato più facile trattare col Monaco. Shaqiri, insieme a Podolski, rappresentava il ruolo di esterno che avrebbe permesso a Mancini di avere il modulo gradito. Dopo un paio di mesi ci si era accorti che non era quella la posizione per lui o lui stesso non era il giocatore ideale per Mancini. Shaqiri ha avuto tante opzioni, poi ha scelto l’Inghilterra”.