Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha parlato a margine del consiglio federale della sua possibile ricandidatura quando, il prossimo 3 febbraio 2025, si terranno le elezioni per il rinnovo delle cariche federali.
“Non ho ancora sciolto le riserve sulla mia ricandidatura. Avvierò un confronto che sarà aperto e sarà ispirato ai massimi principi della democrazia. Dopo comunicherò la mia decisione. Ma a prescindere dal nome a me piacerebbe molto che ci fosse senso di grande unità, è già successo nel 2018 e i risultati si sono potuti constatare.
Non sono insensibile ai dati, non mi sto facendo corteggiare – ha continuato Gravina – So di avere numeri importanti, la certezza del risultato c’è, il problema è un altro: capire se ci sono i presupposti per guidare la federazione con una serenità diversa e una prospettiva per il calcio italiano.
In Serie A sta prevalendo finalmente un atteggiamento di collaborazione. È una questione di buon senso verso la tutela del calcio italiano. Queste 11 società, che spero diventino 20, sanno benissimo che quello che la Serie A ha chiesto, noi lo abbiamo riconosciuto anche se non era previsto da alcuna norma parlamentare.
Ora non è momento dello scontro, ma di riflessioni politiche. Se non portiamo 4-5 provvedimenti in termini di progettualità legati alla sostenibilità, il calcio tra qualche anno vivrà un momento di implosione”, ha concluso il presidente della Federcalcio.