In questo mercato di gennaio che sembra solo la brutta copia dei fuochi d’artificio registrati nella scorsa sessione estiva, c’è una vicenda molto appassionante sulla quale vale la pena spendere qualche parola. Stiamo parlando del possibile trasferimento del bomber della Fiorentina Nikola Kalinic ai cinesi del Tianjin Quanjian: il croato sembra ancora indeciso sulla decisione migliore da prendere, ma dieci milioni di euro all’anno farebbero gola a chiunque. Anche la questione legata al pagamento dei 50 milioni della clausola rescissoria, condizione imprescindibile per il via libera dei Della Valle, non sembra essere un grande problema per il club allenato da Fabio Cannavaro. A questo punto una domanda sorge spontanea: dalla partenza del croato i viola traggono più benefici o più svantaggi? Ci sembra difficile dare una risposta chiara, se mettiamo i due aspetti su una bilancia.
Ma patendo dai primi possiamo dire che i pro sono davvero tanti: prima di tutto, quei 50 milioni sarebbero ossigeno puro per la Fiorentina, che in questo mercato di gennaio sta facendo una grande fatica. Se escludiamo l’arrivo in prestito di Marco Sportiello dall’Atalanta, Pantaleo Corvino non ha potuto fare più nulla in entrata, e quindi del denaro fresco farebbe comodo eccome. Per quanto riguarda la preoccupazione dei tifosi per il sostituto, non dimentichiamo che i viola sono sempre stati abituati a dover dire addio ai loro bomber dopo un certo periodo, da Baggio a Batistuta passando per Luca Toni. Il club toscano potrebbe anche puntare su Babacar che comunque è un classe 93′, ma se dovesse arrivare qualcuno dal mercato, la dirigenza saprà scegliere di sicuro il profilo migliore. Ricordate quando arrivò Kalinic dal Dnipro? Tutti a chiedersi cosa ci facesse in un grande club come la Fiorentina, e oggi invece si piange la sua imminente partenza. Dall’altra parte lo svantaggio più grande è rappresentato dalle caratteristiche del giocatore, che come pochi sa fare davvero tutto: segna, fa salire la squadra nei momenti critici e difende palla con grande disinvoltura. Insomma un attaccante moderno che ogni allenatore vorrebbe per sempre in squadra, compreso Paulo Sousa.