In un mondo sempre più impaurito dal rischio degli attentati di matrice islamica, anche un mestiere sempre in giro per il mondo come quello del calciatore può subire dei forti condizionamenti. Di recente è accaduto all’ex Genoa Sebastien De Maio, andato via dall’Anderlecht dopo appena un mese per la paura del pericolo attentati da parte della sua famiglia. Nel corso della conferenza stampa di presentazione con la Fiorentina, il calciatore ha spiegato così la sua scelta: “Ero triste all’Anderlecht per un problema della mia famiglia, che era in ansia. Mia moglie aveva paura di stare a Bruxelles per il pericolo attentati”.
De Maio ha voluto comunque ringraziare l’Anderlecht: “Devo ringraziare la società, mi ha aiutato a favorire la mia partenza: spingevo per la cessione ma ho mantenuto un buon rapporto con tutto l’ambiente. Ora voglio sfruttare l’occasione che mi ha dato la Fiorentina, è una grande opportunità”. E infine sulla Fiorentina ha ricordato: “Arrivo con sei mesi di ritardo: a gennaio sono stato molto vicino alla Fiorentina, quando il direttore sportivo era Pradé. Non se ne fece nulla per un mancato accordo tra i due club”.