Fiorentina-Juventus, il doppio ex Di Livio: “in pochi crossano come me, sa quanti gol avrei fatto fare a Cristiano Ronaldo?”

Fiorentina-Juventus, si avvicina l'inizio della terza giornata in Serie A, le indicazioni da parte del doppio ex, Angelo Di Livio

Si avvicina sempre di più la terza giornata del campionato di Serie A, il turno si apre con il botto e con il big match tra Fiorentina e Juventus, i bianconeri hanno intenzione di confermarsi dopo le prime due vittorie, i viola invece devono ancora muovere la classifica. Il doppio ex dell’incontro è Angelo Di Livio, intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. Nuova società da un lato, nuovo staff tecnico dall’altro: chi rischia di più, Di Livio?

«La Fiorentina, non c’è dubbio. La solidità della Juve non dipende dall’allenatore: funziona la società, il resto viene da sé. Certo, Sarri troverà qualche difficoltà, ma sarà protetto dall’ambiente. Per i viola no, tutto è diverso e bisogna fare in fretta: Firenze ha bisogno di tanti fatti e poche parole. Ma a Commisso dobbiamo riconoscere un merito: ha ridato passione ed entusiasmo».

Il presidente ha indovinato le prime mosse?

«È un tipo simpatico, genuino, come piace a me. Ribery, anche se non è giovanissimo, può essere in piccolo quello che Cristiano è stato per la Juve: il talento su cui tutti puntano gli occhi. E il francese una piazza così passionale forse non l’ha mai vissuta. Ma il vero colpo di Commisso è l’aver tenuto Chiesa. Fede l’ho visto crescere, da bambino giocava con mio figlio dietro alla porta del Franchi: so bene quanto possa ancora dare. Ma da Sottil a Castrovilli, Montella ha tanti giovani di qualità: a lui il compito, non facile, di amalgamarli in tempi rapidi».

Chiesa distratto dal mercato, Bernardeschi chiuso dalla concorrenza: che dice del momento difficile dei due Fede?

«Chiesa non è partito benissimo e può fare molto meglio, anche se in Nazionale ho già visto segnali di ripresa. A volte ci dimentichiamo che è solo un ‘97: un po’ di alti e bassi sono normali. Bernardeschi è più grande e l’anno scorso aveva dato molti segnali di maturità: era prevedibile che con il cambio di allenatore Douglas Costa avesse più minuti, ma Berna deve stare tranquillo: ha grandi doti atletiche, come esterno destro che rientra è perfetto nel gioco di Sarri».

Ecco, il gioco di Sarri: quanto ci metterà il tecnico a dare la sua impronta?

«A lui la Juve chiede un passo avanti nel modo in cui si arriva al successo. Sarri ha dovuto gestire subito questa grande abbondanza: non è facile! Penso, ad esempio, che sia un azzardo rinunciare così a Mandzukic, ma il tempo dirà chi avrà avuto ragione. Resto dell’idea che il gioco migliore ce l’abbia chi vince e anche la Juve di Sarri ha tutto per continuare a farlo».

Secondo lei Cristiano ha imparato qualcosa qui in Italia?

«Ha imparato quanto sono bravi a marcare i nostri difensori e quanto non sia vero che il nostro campionato sia di basso livello. Sono, però, soprattutto gli altri che dovrebbero imparare da lui: ad esempio, certi giovani che si sentono già arrivati e che, con tutto il rispetto, prenderei a badilate…».

Secondo lei il prossimo anno Chiesa giocherà questa partita con l’altra maglia?

«Non so, di certo è un giocatore da Juventus. Dovrà valutare lo spazio che eventualmente avrebbe a Torino o, nel caso scegliesse l’Inter, la sua compatibilità nel 3-5-2 di Conte. A me interessa che resti in Italia: un giocatore così non possiamo perderlo».

E c’è qualche soldatino in campo in cui si rivede?

«No, ne vedo pochi che crossano come me: sa quanti gol avrei fatto fare a Cristiano?»

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