Con il flop mondiale l’Italia intera si è scagliata tutta contro le scelte di Prandelli, contro Balotelli e compagnia. Però questo mondiale non è stata una sconfitta per la nazionale ma una sconfitta dell’intero panorama calcistico italiano. Le colpe non sono da addossare a Prandelli ma vanno divise con i dirigenti che dirigono e amministrano il nostro calcio e le squadre italiane. Chi sta arrivando in fondo in questo mondiale ha talenti giovani, freschi, quasi tutti cresciuti in casa lanciati in tenera età perchè dotati tecnicamente, senza paura e senza nessuna pressione. Prendiamo ad esempio la sfida di oggi tra Germania e Francia, nei teutonici brilla la stella di Thomas Muller già da 5 anni titolare nel Bayern Monaco e al secondo mondiale mentre tra i galletti Karim Benzema a 18 anni esordiva con il Lione prima del salto con il Real Madrid. Mentre nel nostro campionato è esploso un fenomeno come Domenico Berardi che, nonostante una stagione da protagonista assoluto, ancora non ha assaporato il gusto di vestire nemmeno la maglia d’allenamento della nazionale. Talento da vendere, avrebbe sicuramente fatto meglio di Balotelli e Cassano a questo mondiale con il carattere e la maturità che lo ha sempre contraddistinto durante tutto il campionato.
Dopo questa prefazione, i problemi di gestione dei dirigenti italiani si erano già intravisti nell’estate del 2007 con un Milan che alla ricerca di un attaccante preferì spendere 22 milioni su uno sconosciuto di nome Pato, talento indiscutibile, ma che invece con la metà dei soldi poteva ingaggiare Giuseppe Rossi appena esploso con il Parma che sarà costretto a emigrare in Spagna nel Villareal, non certo un top club. Problema che si sta riproponendo nel calciomercato di quest’estate ecco che gli italiani, nonostante la magra figura mondiale, stanno cadendo negli stessi errori. Non ce ne vogliano i sostenitori della Juventus ma perchè andare a spendere una cifra vicina ai 30 milioni per Iturbe invece di portarsi a casa Berardi, essendo anche co-proprietari del cartellino del ragazzo? Anche Iturbe è stato eccezionale in questo campionato ma mai così tanto da spendere 30 milioni. Altro errore, a nostro avviso, della Juventus, è quello relativo a Morata, che rappresenterebbe un incognita, invece di riportarsi a casa un talento che ha cresciuto durante tutto il corso del settore giovanile come Ciro Immobile? Se confrontiamo i due, Ciro ha sicuramente
fatto un campionato da applausi e allora perchè i tedeschi del Borussia Dortmund, squadra che nel campionato italiano vincerebbe il campionato a mani basse, hanno puntato su di lui mentre nessun top club italiano si è fatto avanti. L’errore sta proprio qui. L’Inter punta su M’Vila mentre per giocare con continuità un Verratti ha dovuto far le valige e approdare a Parigi. Un talento purissimo come Manolo Gabbiadini ancora non viene considerato pronto per una top. Se in Spagna o in Germania un calciatore è forte non deve essere per forza mandato in prestito di qua e di là per dimostrare le sue qualità, le dimostra subito in prima squadra anche se questa si chiama Barcelona. Iniesta a 17 anni era già un titolare in una squadra che lottava per la Liga e per la Champions no per un campionato tranquillo nelle serie minori. Altro esempio, in B quest’anno a Crotone hanno ammirato un talento come Federico Bernardeschi ma sicuramente anche lui non riuscirà ad avere un posto fisso nello scacchiere viola nonostante le indubbie qualità.
L’Italia è un paese per vecchi e per stranieri, parlando sempre di calcio ovviamente, perchè i nostri prodotti non sono mai pronti come lo possa essere uno straniero, secondo il pensiero nostrano. Se Berardi si chiamasse Berardinho il mercato italiano impazzerebbe per lui? L’Italia campione del mondo nel 2006 aveva tra le fila giocatori che già in tenera età erano stati sbattuti in prima squadra e fatti giocare nonostante tutte le responsabilità vedi Buffon, Cannavaro, Nesta, Barzagli, Pirlo, Gattuso, De Rossi, Perrotta, Totti, Del Piero, Gilardino, Inzaghi. Se andiamo a guardare i convocati di questa spedizione ci accorgiamo subito che Darmian prima di avere un posto da titolare ha dovuto aspettare fino a 24 anni, Candreva è esploso solamente a 25, Immobile quest’anno ha avuto un posto fisso, Insigne il primo anno a Napoli ha dovuto sgomitare con Pandev che non è chissà che fenomeno.
Puntare sul Made in Italy questa sarebbe l’unica soluzione.