“Sono entrato in una scuola calcio a 10 anni, era l’Atletico Toledo. E ricordo che non passò molto tempo e saltò fuori che l’allenatore era un pedofilo, me la rivedo ancora la scena: mentre stavamo giocando, una marea di carabinieri che è arrivata” sono le parole di Floro Flores in un’intervista rilasciata a ‘Il Calciatore’, rivista dell’Assocalciatori. L’attaccante del Sassuolo ha raccontato un episodio decisamente particolare e ha spiegato la sua infanzia, non facile: “penso al posto dove si giocava da piccoli in quel cortile in mezzo ai palazzoni. Me le ricordo le sparatorie, noi ragazzini che correvamo via e ci nascondevamo “.
Il calcio è servito a Floro Flores per non cadere in cattive tentazioni e distrarsi dalle difficoltà. Il centravanti ha dichiarato: “ricordo la volta che un professore voleva parlare con mio padre e io avevo paura perché sapevo che le avrei prese poi a casa. Gli dice che non sapeva cosa fare con me perché pensavo solo al calcio e che forse l’unico rimedio era vietarmi, per punizione, il calcio. E mio padre: ma come? L’unica cosa che sa fare gliela devo togliere? Con che alternativa, morire ammazzato o andare in galera? “.