Checco Moriero, il lustrascarpe di Ronaldo. Conte e il giro in Porsche, il siparietto con Simoni e il Milan

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Francesco Moriero, ex centrocampista dell'Inter

Cresciuto nelle giovanili del suo Lecce, svezzato da Mazzone, Francesco “Checco” Moriero ha fatto le cose migliori con la maglia dell’Inter. In carriera ha vestito anche le maglie di Cagliari, Roma e Napoli. In maglia nerazzurra, dal 1997 al 2000, di Moriero si ricordano la Coppa Uefa sollevata al cielo nella notte di Parigi e prodezze indimenticabili come il gol in rovesciata a Neuchatel. E poi, non meno scolpito nella memoria collettiva, il celebre gesto del lustrascarpe, lo ‘Sciuscià’ che pulisce gli scarpini a Ronaldo e Recoba, per sottolineare al pubblico i loro gol da fuoriclasse. In Nazionale, in un’amichevole contro il Paraguay, sfodera prima una rovesciata che scavalca Chilavert, poi un perfetto tiro all’incrocio. La doppietta in azzurro gli vale un posto nei 22 di Cesare Maldini al Mondiale di Francia. Una volta chiusa l’esperienza da calciatore, nel 2002, diventa allenatore. Prima in Costa d’Avorio poi con Lanciano, Crotone, Frosinone e Grosseto. Nel 2011 va in Svizzera, al Lugano, poi ancora Grosseto, Lecce, Catanzaro, Martina, Catania, Sambenedettese. Ultima esperienza sulla panchina della Cavese, dove viene esonerato dopo poche partite della stagione 2019-2020. Nella sua carriera anche una parentesi politica, quando nel 2015 si candida con Forza Italia alle regionali a sostegno di Adriana Poli Bortone.

Diversi aneddoti legati anche all’amicizia con Antonio Conte: “Alle medie facevamo insieme la corsa campestre sia sui 5000 che sui 10000 metri. Seminavamo tutti e poi all’arrivo ci presentavamo insieme. Non aveva senso vincere allo sprint” oppure “Un giorno mi feci prestare una Porsche e passai a prenderlo a casa per fare un giro in centro con quella che lui pensava fosse la mia nuova auto. Alla fine gli confessai che non era mia e soprattutto che non avevo la patente. Mi gelò con uno sguardo truce dei suoi e mi urlò: ‘Ma si pacciu? (Ma sei pazzo?)’“.

Moriero fu vicino a diventare un calciatore del Milan: “Una sera ero a cena con un club inglese, mi ero svincolato dalla Roma e dovevo andare in Inghilterra, però è arrivata la telefonata di Adriano Galliani che mi ha proposto di andare al Milan: ho detto sì e ho firmato. Poi c’è stato un fatto strano. André Cruz aveva firmato con entrambe le milanesi, alla fine ha scelto i rossoneri. All’Inter è stata proposta una lista di giocatori del Milan e Gigi Simoni ha scelto me in cambio: ho accettato perché andavo a giocare coi calciatori più forti del mondo. Non che nel Milan non ci fossero… Ma poter giocare con Ronaldo mi stuzzicava parecchio”.

Infine un simpatico siparietto con Gigi Simoni: “Contro il Piacenza, il mister mi richiamava sempre, chiedendomi di giocare semplice e di dare via la palla a due tocchi, senza cercare il dribbling. Era una partita complicata, non la sbloccavamo e vidi, con la coda dell’occhio che Simoni stava preparando una sostituzione: la mia. Quando la palla mi capitò nuovamente fra i piedi, capii che sarebbe stata l’ultima e decisi di fare di testa mia (tanto l’avevo fatto più o meno per tutta la partita…). Presi il pallone ed iniziai a dribblare, sentendo dalla panchina le grida di Simoni che diceva: ‘passa la palla, passa la palla!’ Niente, il pallone era mio e non lo avrei passato a nessuno; saltai mezzo Piacenza e feci un gol bellissimo. Poi andai verso la panchina ad esultare e dissi al Mister: “Adesso mi può sostituire.”.. Ridevamo entrambi e dissi anche scherzando: “Non è che ora mi fa la multa perché ho disubbidito?”.