Francesco Rocca, il calvario di ‘Kawasaki’. Bandiera della Roma: la Juve saltata e Nesta sfiorato

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Francesco Rocca, ex calciatore della Roma

Francesco Rocca detto “Kawasaki” nasce a San Vito Romano il 2 agosto 1954. Cresce nella squadra del suo paese di nascita dove gioca come mezzala ed ala tornante. Viene tesserato in seguito dal Gennezzano e poi dal Bettini Quadraro. Nel 1970 viene notato dalla Roma. Esordisce in campionato a Milano, il 25 marzo 1973, contro i rossoneri. Presto diventa un titolare fisso della squadra capitolina. Dopo l’esordio in Nazionale si procura il primo brutto infortunio. Da lì iniziò un calvario. Si ruppe menisco e legamenti, tornò in campo più volte dimostrando grande forza. A neanche 27 anni dovette lasciare il calcio. Nella stagione 2012/13 Francesco Rocca viene inserito nella prima Hall of Fame della Roma, gli 11 calciatori più rappresentativi della storia giallorossa.

Qualche retroscena svelata da Rocca: “Stavo per finire alla Juventus e l’affare andò a monte per un soffio. Ricordo, avevo 17 anni quando venne a vedermi Locatelli, osservatore dei bianconeri. Allora giocavo nella squadra del Bettini Quadraro come prestito del Genazzano dove ho cominciato a tirare i primi calci. Locatelli mi chiese se avessi gradito un trasferimento a Torino. Non ci pensai due volte a rispondere che ne sarei stato entusiasta. Ma nel frattempo la Roma aveva già acquistato il mio cartellino dal Genazzano per 4 milioni”.

Molto importante per la sua crescita fu un allenatore: Liedholm mi ha consentito di svilupparmi atleticamente, per la prima volta mi ha fatto allenare con i pesi; siamo stati per ore intere a palleggiare, ad effettuare cross. Se sono migliorato tecnicamente lo devo esclusivamente a lui. Ero un mediano. Liedholm mi ha insegnato come si gioca nel ruolo di terzino-centrocampista, a marcare l’uomo e a spingermi avanti al momento giusto”.

Il 29 agosto 1981, in un’amichevole contro il Porto Alegre, Francesco Rocca lascia per sempre i terreni di gioco. Dopo circa quindici minuti, su autorizzazione della Lega, l’arbitro Ciulli sospende la gara per consentire al presidente Viola di consegnare una medaglia d’oro a Rocca mentre i compagni donano all’amico un trofeo d’argento recante le loro firme incise e quella di Liedholm. Rocca esce tra le lacrime.

Inizia la collaborazione con la Roma alla guida del NAGC. Con un investimento di 10 milioni stava per portare in giallorosso un bambino del Cinecittà, Alessandro Nesta. Nel 1983 ottiene il patentino di prima categoria. Intanto, però, il suo rapporto con la dirigenza romanista va logorandosi, fino alla rottura definitiva. Una proposta di Artemio Franchi lo porta nello staff azzurro. Gli vengono affidate la Nazionale Under 15, quella Militare (con cui conquista due titoli di Campione del mondo nell’87 e nell’89) e l’Olimpica (Seul 88′). Quindi affiancherà Maldini nell’Under 21 a Zoff nell’Olimpica, fino a Vicini, Sacchi (93-95), e ancora, dall’agosto del 1998, Zoff e Trapattoni. Poi ancora le varie nazionali Under (15, 16, 19 e 20) con tante soddisfazioni sia di risultati che di giovani valorizzati.