Frey lascia il calcio giocato a 35 anni: “Senza valori, non mi appartiene più”

Ecco le parole di Frey sull'addio al calcio giocato: "Oggi non ci sono più rispetto e valori"

“Negli ultimi tre-quattro anni mi sono accorto che questo mondo mi appartiene sempre di meno. Quando ho cominciato a giocare a calcio c’era rispetto. La parola di una persona aveva lo stesso valore di una firma, ora non contano più neanche le firme. I ragazzini, dagli undici anni in poi, hanno in testa le cose sbagliate. Pensano di essere Messi o Cristiano Ronaldo. Vogliono la macchina grossa, le scarpe con il nome sopra, non pensano al calcio. Ma io non so cosa darei per tornare all’età in cui pensi soltanto a portare il pallone e ad andare a giocare con gli amici” sono le parole di Frey in un’intervista al Corriere dello Sport.

L’ex portiere anche di Inter, Parma Fiorentina e Genoa lascia il calcio giocato: “Quando sono andato a giocare all’Inter, era come essere in una famiglia. Non voglio dire che trattassero Frey come Ronaldo, ma a livello umano eravamo tutti uguali. Oggi questo si è perso. La mia ultima esperienza in Turchia è stata la botta definitiva: avevo un’altra stagione di contratto, ma non volevo avvelenare il ricordo che ho del calcio. È stato la mia vita, non posso andare in campo solo per prendere lo stipendio”.