Non sono stati mesi facili per Gianluca Savoldi. L’ex attaccante vive a Bergamo, una delle città più colpite dall’emergenza Coronavirus. Per fortuna il peggio sembra alle spalle, ma guai ad abbassare la guardia. Le prossime settimane saranno entusiasmanti per la ripresa dei campionati, abbiamo affrontato l’argomento proprio con l’ex bomber, ecco quanto dichiarato ai microfoni di CalcioWeb
IL CORONAVIRUS – “E’ stato uno spavento, non ci aspettavamo l’epidemia. Piano piano siamo riusciti a prendere le misure e contrastare questo virus che sembra stagionale, adesso siamo un pò più sereni. Purtroppo non siamo ancora ripartiti al meglio, ad esempio le scuole sono ancora chiuse con evidenti problemi per chi ha figli, a risentirne è stato anche lo sport. Io non posso allenare i miei ragazzi, sarà per la prossima stagione”.
I DUBBI SULLA RIPARTENZA, DAL PROTOCOLLO ALL’ISOLAMENTO DELLA SQUADRA IN CASO DI POSITIVITA’ – “E’ assurdo, sarebbe stato logico seguire il modello della Germania dove viene isolato il singolo calciatore. Così il rischio di una sospensione definitiva è molto alto. Lo trovo sbagliato, questo protocollo non mi convince, dovrebbe essere cambiato”.
PLAYOFF, PLAYOUT E ALGORITMO – “L’algoritmo non è niente di difficile, è la media dei punti. Playoff e playout rappresentano, per il momento, solo un piano B, speriamo di concludere il campionato”.
SI RISCHIA DI CONDIZIONARE ANCHE LA PROSSIMA STAGIONE? “Slittando il campionato, ovviamente i punti di domanda riguardano anche la prossima stagione. Ma adesso è importante tornare subito in campo per evitare danni dal punto di vista economico. Bisogna valutare il virus, potrebbe tornare oppure scomparire, ma adesso pensiamo al presente”.
FAVOREVOLE AL RITORNO DEL PUBBLICO NEGLI STADI? “I tifosi possono già esserci. Attualmente il virus ha una forza minore, non ci sono più casi critici negli ospedali. Le persone sotto i 50 anni possono lavorare perchè soggetti meno a rischio, in tutta Italia si sono verificati assembramenti, lo stadio è all’aperto e quindi non mi sembra un problema. Bisogna lasciare la scelta ad ogni singola persona, poi con le mascherine il rischio si riduce ancora di più, risolvono l’80% dei problemi. E’ giusto tornare allo stadio, anche con qualche limitazione sulla capienza”.
