Gigi Maifredi confessa: “Dopo la Juve mi sono disamorato del calcio”. E poi lancia frecciate al Bologna

Gigi Maifredi si racconta e confessa alcune verità sulle sue scelte del passato da allenatore, poi lancia frecciate a Sarri e al Bologna

Ha parlato con malinconia della Juve, la più grande opportunità della sua carriera, e ha lanciato qualche frecciatina al Bologna, forse perché la ama troppo. Gigi Maifredi si è confessato al Corriere dello Sport ripercorrendo qualche tratto del suo passato da allenatore.

“Gli allenatori vivono di schemi, moduli e lavoro, dimenticando la fantasia e la personalità del giocatore. Oggi c’è un allenatore determinante in Italia? Sono tutti buoni ma per fare i picchi devi essere allenatore a 360 gradi. Sarri ha costruito un grande Empoli e ha fatto benissimo a Napoli, mi sarei aspettato che alla Juve avesse continuato quel percorso, ma si è adeguato al calcio di oggi, dentro il quale l’allenatore conta poco”.

“Io dovevo e volevo cambiare il modo di intendere il calcio, ma non dimenticatevi che giocavamo contro il Milan di Sacchi e l’Inter dei tedeschi. Ti confesso che dopo la Juventus mi sono disamorato del calcio e ho sbagliato a tornare al bologna. Mi mancava l’entusiasmo, la verità è che avrei dovuto fermarmi e andare l’anno dopo alla Samp che mi voleva da tempo”.

“Futuro importante per il Bologna? Mi sbaglierò, ma non hanno le persone, al di là di Sinisa. Casteldebole è bello, è un centro meraviglioso, ma mancano il calore e la passione”.