Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera, ha svelato nuovi dettagli sul suo emendamento per garantire l’autonomia della Leghe professionistiche rispetto alle federazioni con l’obiettivo di dare maggior peso alla Serie A nella Figc.
La situazione è stata spiegata proprio da Mulé in una lunga intervista pubblicata da ‘Il Corriere dello Sport’. “Vota ed è rappresentata per il 12%, eppure fa girare il sistema e accende interesse sul nostro calcio. Non è possibile. Dobbiamo uscire dal Medioevo”.
“La Serie A paga 1.2 miliardi di euro in tasse. Fa girare i soldi della mutualità. Accende interesse sul nostro calcio. Ma vota ed è rappresentata in Figc per il 12%. È mai possibile? Il mio sforzo nasce da questa considerazione. E vi dirò di più: non con l’idea di colpire Gravina, l’ho presentato il 25 giugno, prima del disastro degli Europei”.
“Abbiamo una Nazionale che ci ha fatto vergognare. Da anni si parla di riforme ma nessuno le fa. Il calcio deve uscire dal Medioevo. Questa proposta non significa assoggettarsi ai più ricchi, ma creare le condizioni per crescere”.
“La Federcalcio è come la famosa foresta pietrificata. E lo sport italiano ha il vizio di difendersi dietro la bandiera dell’autonomia, mentre vive in una selva impenetrabile fatta di privilegi e rendite. Hanno descritto la Serie A come un covo di barbari. Siamo d’accordo che la mortificazione dei vivai e del volontariato equivalgono alla fine del calcio. Ma la A, in qualsiasi caso, non avrebbe una percentuale tale da dominare la federazione, perché alle altre componenti resterebbe il 77%. E poi che interesse avrebbe la Lega ad affossare tutto quello che ha intorno?”.