I clamorosi retroscena sulle panchine della Serie A: Sarri allena 2 squadre, dietro il miracolo Atalanta c’è Bollini

Serie A, non è tutto come sembra: le figure di Giampaolo e Reja all'Empoli e all'Atalanta, dove in realtà i veri "mister" sono rispettivamente Sarri e Bollini

Non è tutto come sembra sulle panchine di questa bella, pazza, serie A: ci sono allenatori che stanno allenando esprimendo il loro gioco e dando il loro marchio di fabbrica alle squadre che hanno in consegna. E’ il caso di Mancini all’Inter, Paulo Sousa alla Fiorentina, Garcia alla Roma, Di Francesco al Sassuolo, Allegri alla Juve, Mihajlovic al Milan, Pioli alla Lazio, Ventura al Torino. Poi ci sono altri che sono arrivati e hanno dato la scossa, come Donadoni al Bologna, mentre il Verona continua con Mandorlini nonostante le 13 partite senza vittorie e il momento di grande difficoltà.

C’è anche chi ha deciso di cambiare due volte, il Carpi che prima ha esonerato frettolosamente Castori e poi ha ben pensato di richiamarlo. Difficili da comprendere anche gli esoneri di Zenga a Genova sponda Samp e di Iachini a Palermo: Montella e Ballardini non hanno iniziato nel modo migliore, ma è presto per giudicarli.

Certamente ci sono alcuni clamorosi retroscena dietro alcuni club che stanno facendo molto bene. Storie belle, di un calcio d’altri tempi che forse – anzi probabilmente – oggi c’è ancora quando di mezzo ci sono grandi uomini.

C’è il miracolo Atalanta da raccontare: l’allenatore ufficialmente è il navigato Edy Reja, 70 anni appena compiuti e una grande carriera da mister in alcune tra le più grandi (e calde) piazze del calcio italiano, da Pescara a Cosenza, poi Verona, Bologna, Lecce, Brescia, Torino, Vicenza, Genoa, Catania, Cagliari, Napoli e Lazio, con la parentesi dell’Hajduk Spalato a Praga. L’anno scorso è arrivato a Bergamo a marzo e ha salvato l’Atalanta che adesso dopo 13 giornate si trova nella parte sinistra della classifica, a -3 dalla Juve e dall’Europa. Chi l’avrebbe detto ad inizio stagione? E’ un piccolo-grande miracolo frutto anche dell’esperienza di Reja ma anche e soprattutto della bravura di Alberto Bollini, che risulta allenatore in seconda ma che in realtà è l’artefice tecnico-tattico dei successi dei bergamaschi.
Quest’estate, infatti, Reja ha deciso di intraprendere un percorso manageriale: vuole diventare un dirigente, occuparsi di calciomercato e gestione sportiva, quindi ha dovuto demandare ad un altro fidato collaboratore il compito tecnico, da cui sganciarsi gradualmente. Per questo ha voluto a Bergamo il fidatissimo Bollini, già suo vice alla Lazio: a Lecce l’avrebbero voluto tenere per puntare alla promozione in serie B dopo la parentesi positiva dello scorso anno nel girone di ritorno, ma alla chiamata dell’Atalanta e di Reja non poteva rispondere di “no” perché in realtà non è un “vice” qualsiasi. Passo passo, è lui che allena l’Atalanta prendendo le redini e l’eredità di Reja. E c’è lui dietro il miracolo nerazzurro.

Poi c’è Sarri. E’ l’uomo del momento. A Napoli sta facendo benissimo: dopo qualche difficoltà iniziale, ha trovato il modulo giusto in base alle caratteristiche dei calciatori azzurri e li sta trascinando verso traguardi da sogno. Tra campionato ed Europa League è la squadra italiana che sta facendo meglio di tutte, sia come gioco che come risultati. E Sarri ha un merito doppio, non solo tecnico-tattico ma anche psicologico e umano perchè ha battuto il grande scetticismo che c’era sul suo arrivo in una big.
In realtà, però, Sarri sta continuando ad allenare anche l’Empoli: con Giampaolo sono in contatto e hanno avuto un intenso confronto ad inizio stagione. Ieri sera durante la Domenica Sportiva è stato Saponara a spiegare senza mezzi termini come stanno le cose. “Giampaolo è stato molto umile e intelligente – ha detto il fantasista dell’Empoli in diretta TV – perché è arrivato qui e ha deciso di portare avanti il progetto che avevamo iniziato tre anni fa con Sarri dalla serie B, un progetto che ci ha dato grandi soddisfazioni e che sta continuando ancora oggi. Non so quanto sia possibile giudicare Giampaolo sotto il profilo tecnico e tattico, perché lui s’è completamente spogliato delle proprie convinzioni e sta portando avanti il progetto di Sarri, quel modo di giocare e quella mentalità calcistica che continuiamo ad avere ancora oggi“. C’è bisogno di aggiungere altro?

Chapeau Reja e Giampaolo, uomini d’altri tempi. Chapeau doppio a Sarri e Bollini, veri artefici dello spettacolo che le loro squadre ci regalano ogni domenica.

E pensare che ad Empoli hanno avuto persino il coraggio di fischiarlo, a Sarri, qualche settimana fa quando il mister è tornato a casa. Dopotutto in Italia siamo così, non sono bastati neanche i luttuosi fatti di Parigi per dare equilibrio e maturità a tifoserie pronte a tutto ogni domenica sugli spalti (vedi i vergognosi cori razzisti dei supporters veronesi ieri contro Napoli).