Il suo nome non è affascinante come quelli di Gonzalo Higuain ed Edinson Cavani – tanto per citare due calciatori accostati nel recente passato alla Juventus – eppure Fernando Llorente, nuovo centravanti della ‘Vecchia Signora’, non è l’ultimo arrivato. Sarà che non ama stare al centro dell’attenzione, sarà che non è il classico uomo da copertina, ma si fà fatica a comprendere tanto scetticismo attorno allo spagnolo, che la Juve ha prelevato a costo zero dall’Athletic Bilbao. E forse proprio il non aver dovuto sborsare un solo centesimo per il suo cartellino, paradossalmente, può essere una delle cause che hanno indotto a non esaltare, particolarmente, l’ingaggio dello spilungone basco (1,95 x 90 kg).
Fernando Llorente è un centravanti che, a dispetto della stazza fisica gigantesca, è abbastanza dotato tecnicamente: andando a visionare qualcuno dei filmati che lo ritraggono su YouTube, ci si può accorgere di come il ragazzo sappia lavorare di spada e di fioretto. Il suo forte, ovviamente, è il gioco aereo. A fronte di adeguati cross, difficilmente non centrerà il bersaglio, e le difese avversarie avranno il loro bel da fare per arginarlo. E’ proprio il tipo di giocatore che mancava a Conte dato che, per caratteristiche, è comunque diverso da Alessandro Matri, meno goleador di lui.
La carriera di Llorente si è sempre svolta entro gli amati confini baschi, e non per nulla la sua carriera da professionista è iniziata in un club chiamato Baskonia. Da lì il salto all’Athletic Bilbao del quale, negli anni, è divenuto idolo indiscusso ed anche capitano e dove, in otto stagioni e mezzo, ha fatto registrare 118 goal in 333 incontri disputati. Adesso, a 28 anni, è giunta per lui l’ora di inaugurare la bacheca dei trofei vinti con squadre di club: sembra strano ma, Llorente, può vantare i titoli di Campione del Mondo (2010) e Campione d’Europa (2012), conquistati con la nazionale spagnola (seppure da riserva), ma nessun successo con l’Athletic.
Insomma signori, qui parliamo di un centravanti di tutto rispetto, che è venuto in Italia per far capire all’Europa che non è buono – come alcuni dicono – solo entro i confini spagnoli. E per lui la motivazione sarà doppia: proprio gli iberisci, in Italia, hanno spesso toppato. Escluso l’immenso Luisito Suarez, ricordiamo i vari Mendieta, De La Pena e Victor Ruiz. Avrà la possibilità concreta di sdognare questa teoria ‘antispagnola’, e punterà forte sul gioco della Juve per riuscirci. Come la Juve punterà si di lui per cercare di farsi largo in Europa: Llorente sarà l’ariete con cui cercare di sfondare le difese avversarie anche fuori dall’Italia. Se ci riuscirà o meno lo sapremo solo tra qualche mese. Nel frattempo abbiamo apprezzato l’umiltà di chi, sapendo di doversi trasferire in un paese straniero, alla prima conferenza stampa con la Juve ha snocciolato un italiano da far invidia a tanti ‘colleghi’ nati nel Belpaese: elemento che inquadra il personaggio come serio ed intenzionato a far breccia nel cuore dei tifosi. Chi ben comincia, è a metà dell’opera…