“Sì, no, forse. Rimango. Fanno muro. Resisto. Alla fine cederanno”. Tanti i pensieri, o almeno così dovrebbe essere, che aleggiano nella testa di Mauro Icardi. Una situazione ai limiti del paradossale, che mai nessuno si sarebbe immaginato soltanto un anno fa. E il tempo per sistemare le cose, con diverse soluzioni, probabilmente c’è stato.
La ricostruzione: da marzo ad oggi
La rottura a marzo, poi la ‘riappacificazione’ (di facciata) per fine campionato. Le cose non vanno, arriva Conte e non lo vuole. Lui resiste, la moglie agente non ha intenzione di fare neanche un passo indietro. Forse entrambe le parti aspettano che l’altro si muova in maniera importante. Niente. Wanda Nara si sbilancia: “Per me alla fine resta all’Inter”. Marotta il giorno dopo chiarisce: “Le sue parole ci hanno infastidito, confermo che è fuori dal progetto”. L’intenzione sembra chiara: Icardi vuole rimanere a Milano, l’Inter non ha intenzione di farlo giocare. L’argentino sa il rischio che sta correndo, forse anche più dell’Inter. In questo momento sembra più che mai probabile la possibilità che l’attaccante resti fuori almeno fino a gennaio. Un film da lui già visto. Ma gli conviene?
Le sirene (mezze spente) dal mercato
In tutto ciò, in questo caos di frecciate a distanza, dichiarazioni pubbliche, foto significative sui social, ci sono Napoli e Juventus. De Laurentiis fa un tentativo, ma non ci crede molto. Abbandona, non vede apertura. I bianconeri devono vendere, c’è troppo affollamento. Icardi lancia il messaggio alla Vecchia Signora, forse quest’ultima non è convinta. E si continua così, a qualche giorno dalla chiusura del mercato.
La riflessione
La domanda a questo punto sorge spontanea: Icardi, realmente e concretamente, lo vuole qualcuno? Forse no, a questo punto. Spesso, alcune società fanno carte false per un calciatore, anche dovendosi scontrare con iniziali ‘due di picche’. Non sembra essere così in questo caso, dove le due uniche società italiane ad aver pensato a lui non sembrano ‘svenarsi’. Stessa cosa dall’estero: nessuno ha presentato veramente un’offerta concreta. Il prezzo da pagare, caro Mauro, è questo. E’ questo quando si vive da separato in casa scontrandosi con la società, è questo quando la procuratrice ‘peggiora’ la situazione con alcune uscite pubbliche poco gradite, è questo quando – probabilmente – tanti compagni non hanno piacere a riaverti in campo. E tutto il tuo bagaglio tecnico, tutto quanto costruito in questi anni, va a farsi strabenedire. A quanto pare, la lezione non è stata ancora imparata. Vivere da separato in casa, ancora, evidentemente non gli dispiace…