Il Chievo lotta e vince all’ultimo respiro: Verona piegato nel derby

L’atteso derby scaligero si conclude, non senza un fondo di sorpresa dovuto alla posizione in classifica delle due squadre, con una vittoria in extremis del Chievo.
Primo tempo di marca prevalentemente clivense. Risulta evidente che Corini abbia studiato l’Hellas nei minimi dettagli, e il folto centrocampo da lui organizzato fa un gran lavoro nel limitare gli uomini di maggiore qualità degli avversari, Iturbe e Jorginho su tutti.
I mussi danno un segnale forte e chiaro già al 5′, quando Cesar insacca sfruttando un cross di Dramè, ma il gol è ingiustamente annullato per fuorigioco. Il gran lavoro di Hetemaj, Rigoni e Radovanovic permette di garantire al Chievo la supremazia territoriale, e un Thereau che svaria su tutto il fronte d’attacco confonde Maietta e Moras, ma la squadra di Corini non trova lo spunto vincente. L’Hellas torna a respirare solo dal 25′, grazie soprattutto a Romulo che suona la carica sfondando più volte sull’out di destra. 5 minuti dopo Rizzoli, arbitro di porta, non vede un clamoroso tocco con la mano di Cesar, negando così un rigore sacrosanto a Maietta e compagni.

Nella ripresa gli uomini di Mandorlini entrano in campo con un altro spirito e prendono progressivamente campo, senza però impensierire Puggioni. Il tecnico ravennate capisce che il momento è propizio per mischiare le carte e al 58′ inserisce Martinho e Cacciatore al posto di Juanito Gomez e Donati. Corini replica sostituendo uno spento Sestu con Lazarevic. L’ingresso di quest’ultimo si rivela determinante per quanto riguarda l’equilibrio del match. 3 minuti dopo è infatti il Chievo a sfiorare il vantaggio, ma Thereau non riesce a concretizzare un’ottima azione personale concludendo di punta a lato. I clivensi ci credono e al 72′ una conclusione di Radovanovic viene provvidenzialmente deviata da Moras e termina a fil di palo. A questo punto Corini la vuole vincere e a 13 minuti dal termine gioca la carta Paloschi, che prende il posto di Estigarribia.
Il finale di gara è emozionante: entrambe le compagini giocano di rimessa, con il Chievo più organizzato e l’Hellas più dipendente dall’ispirazione dei singoli. Radovanovic va ancora vicino al gol all’84’, ma Rafael è attento e blocca la sfera.
Quando tutto sembra prospettare un pari a reti inviolate, al minuto 92 Lazarevic decide di essere decisivo non solo tatticamente: l’ex Modena raccoglie un suggerimento dell’ottimo Hetemaj e fredda Rafael.

Doccia gelata per l’Hellas, che subisce la prima sconfitta tra le mura amiche. Un k.o. pesante, soprattutto per il morale. Vittoria tutto sommato meritata per il Chievo, che è stato sul pezzo per l’intera durata del match. Corini, incredulo al triplice fischio, non poteva sperare in un ritorno migliore.