Il Parma insegna: la dignità sopra ogni cosa

I 4 punti raccolti nelle ultime 2 gare testimoniano la ricchezza di valori umani presente nel Parma, nonostante tutto

Dopo le note vicissitudini societarie che il Parma ha dovuto vivere, e soprattutto dopo l’epilogo (istanza di fallimento) di questa triste storia, qualcuno aveva iniziato a tirare in ballo il sempre più inflazionato concetto di “regolarità del campionato“, immaginando che i giocatori della squadra ducale avrebbero sostanzialmente smesso di giocare. Un sospetto del genere deriva da una considerazione sicuramente sbagliata, ma purtroppo indotta da fattori esterni, che una parte del pubblico ha dei calciatori: non ragazzi che praticano il loro sport preferito, arrivando a rappresentare realtà importanti, ma macchine da soldi. Si è arrivati al paradosso che siano questi ultimi a rendere possibile l’esistenza stessa del calcio, e forse oggi, purtroppo, non è sbagliato asserire ciò. Quel che è certo è che il Parma, nelle ultime settimane, sta dando un messaggio meraviglioso a tutti coloro che amano questo sport e a tutti quelli che lo praticano, a partire dai più piccoli: l’amore per il calcio va al di là di qualsiasi pagamento, di qualsiasi fidejussione, di qualsiasi c.d.a e di qualsiasi merchandising. 4 punti in 5 giorni (1 San Siro,

LaPresse/Spada
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impedendo all’Inter di giocare a pallone, 3 questo pomeriggio contro l’Udinese) che hanno zittito tutti gli scettici. 5 giorni per dimostrare che si può essere umiliati come professionisti (e Lucarelli e compagni, di umiliazioni, ne hanno subite tante, troppe in questi mesi), ma niente e nessuno può mettere in discussione la dignità di questi calciatori, di questi uomini, che stanno, parafrasando calcisticamente Winston Churcill, attraversando l’inferno, senza nessuna intenzione di fermarsi.

L’orgoglio di Donadoni

Non poteva non essere orgoglioso Roberto Donadoni dopo il successo sui friulani: “Penso che al di là del risultato che ingigantisce tutto, quello che questi ragazzi stanno facendo lo hanno fatto sempre. Dopo il pareggio di San Siro, questo risultato dà maggior risalto, ma questo orgoglio i ragazzi lo hanno sempre avuto. Adesso abbiamo delle linee un po’ più certe e sul piano dell’inconscio questo ha dato più certezze e adesso andiamo avanti così“.

La salvezza rimane comunque un’impresa titanica: “Abbiamo il dovere verso noi stessi di cercare di continuare su questa linea. Ho detto prima della partita: ‘ragazzi dovete farlo per voi‘. L’ottimismo migliora quando ci sono certe prospettive”.

Albertini e i curatori fallimentari hanno applaudito la squadra: “Chiaramente dal punto di vista di Albertini quando si accetta questo tipo di incarico lo si fa perché si ama questo sport e non certo per denaro e lo fa con passione. Questo ci riempie più di orgoglio e ci dà responsabilità superiori. Albertini è assolutamente un aiuto, altrimenti non sarebbe stato chiamato in causa, i curatori sono stati i fautori

di questa scelta condivisa dal sottoscritto. Una personaggio di integrità e cristallino che non può che far bene“.

Sulla prossima partita, che vedrà i ducali affrontare la Juve capolista: “Adesso dovremo raccogliere un po’ i cocci perché facendo un ragionamento un po’ logico, mi sono chiesto come mai non si è giocato ieri. Ci avrebbe dato un giorno in più per recuperare, sono tutte piccolezze che però incidono su una realtà come la nostra contro una squadra che anche ieri ha vinto 3-0 contro la Fiorentina”