La conferma: Il Torino è squadra tosta, gioca bene e, soprattutto in casa, è difficile da battere: aver fermato la Roma non è certo frutto del caso, bensì di un’organizzazione tattica impeccabile e figlia di un lavoro certosino del quale va dato merito a Giampiero Ventura. Per larga parte del match giocato contro i giallorossi, la compagine granata ha tenuto in mano il pallino del gioco, mandando spesso in difficoltà la retroguardia avversaria, con Morgan De Sanctis, estremo difensore capitolino, ad evitare la sconfitta della sua squadra. E’ una formazione, quella del Toro, fatta di tantissimi gregari, di qualche velocista e di un grande giocatore che risponde al nome di Alessio Cerci: non sarà alla pari di Robben, ma in Italia è tra i calciatori più forti del campionato.
La sorpresa: Vero è che la Lazio sta da tempo vivendo un periodo poco complicato dal quale, per varie cause, stenta ad uscirne. E tuttavia pronosticare una vittoria del Genoa in casa dei capitolini era impresa assai ardua. Eppure il ‘grifone’ è riuscito a portare a casa i tre punti, pur se dopo una prestazione a tratti all’insegna della sofferenza, con il bravo e giovane Perin capace di parate importanti, che hanno contribuito in maniera decisiva al risultato finale. Evidente è il lavoro di Gasperini, che è riuscito a ridare un’identità tattica a quella che pareva una formazione che, una volta scesa in campo, non aveva idea di come comportarsi. Adesso i punti in classifica sono 14 e la zona calda della classifica è, almeno per adesso, lontana.
La delusione: Per carità, andare a giocare sul campo del Verona è sempre molto difficile per tutti, anche per le big. E però il Cagliari di questo inizio di stagione sta deludendo parecchio, dimostrando di avere poca grinta e scarsa organizzazione di gioco. Il perchè è difficile comprenderlo visto che, rispetto alla scorsa stagione, l’organico è rimasto immutato, come pure lo staff tecnico. Il problema può risalire magari a fattori motivazionali, ma certo è che alcuni giocatori non sono neppure lontani parenti di quelli che, l’anno scorso, si sono resti protagonisti di una stagione eccezionale. Basti pensare a Marco Sau, a dir poco irriconoscibile, emblema del momentaneo (si spera) declino della formazione sarda: le carte in regola per risalire la china, però, ci sono tutte. A partire da Diego Lopez, tecnico bravo e dal carattere d’acciaio.
Il top player: Partito dalle retrovie, Domenico Berardi si è faticosamente ed in silenzio guadagnato un posto da titolare. Il tutto con la cultura del lavoro e del sacrificio, nonostante si dica di lui che sia una testa un po’ calda. Eppure parliamo di un ragazzino classe 1994, che ha le carte in regola per condurre il Sassuolo ad una salvezza che, sino a poche giornate fa. La tripletta realizzata contro la Sampdoria denota una personalità enorme: siglare due rigori, di cui uno a pochi minuti dal termine, non è roba da tutti. Bene ha fatto la Juventus, la scorsa estate, a rilevarne la metà del cartellino…
Il flop player: Lungi da noi l’accanirci contro Mario Balotelli, del quale ci importa solo il modo in cui si disimpegna sul campo da gioco. Ma è proprio sulla base della prestazione contro la Fiorentina che gli assegniamo la palma di peggior giocatore dell’ultima giornata di campionato. Anche perchè, da un campione come Supermario ci si aspetta che faccia la differenza: e la differenza Balotelli l’ha fatta, contro i toscani, ma in negativo. Mai in partita, mai concentrato, troppo nervoso e poco convinto: colpa probabilmente non solo sua, visto che non viene mai lasciato in pace e ciò non può che condizionarne anche il rendimento nel corso delle partite. Certi che si ripenderà molto presto, momentaneamente lo bocciamo.
Il goal più bello: Che segnatura fantastica che ha realizzato Josè Maria Callejon! Il sinistro a giro con cui ha fulminato Andujar è una perla di rara bellezza e precisione balistica. Si pensavo che questo giocatore fosse buono solo a correre, ed invece è un attaccante completissimo, perfetto per il gioco di Benitez che, non a caso, lo ha voluto a tutti i costi. Nonostante non sia di ruolo centravanti, e al momento il capocannoniere del Napoli in campionato, con ben 7 goal all’attivo: nulla da obiettare, la maglia numero 7 della squadra partenopea ha trovato un degno erede, capace di far infiammare la folla del San Paolo proprio come Edinson Cavani.