La conferma: Terza vittoria consecutiva per il Genoa di Gian Piero Gasperini: un mini record che al ‘grifone’ mancava da ben quattro anni e che certifica la rinascita di una squadra che pareva allo sfascio più totale. Merito del lavoro certosino messo in pratica dal ‘Gasp’, minestra riscaldata al sapor di caviale, che ha ridato personalità alla squadra, disegnandole su misura un abito che le calza benissimo, avendo anche il coraggio di adoperare delle scelte ben precise. Come quella di lasciar fuori Francesco Lodi, pezzo pregiato del mercato estivo, accantonato a favore del meno reclamizzato Matuzalem: nella vittoria di ieri contro il Verona, il brasiliano ha messo la firma su entrambi gli assist. Notevole, davvero notevole.
La sorpresa: Per settimane abbiamo considerato il Sassuolo principale candidata alla retrocessione. Del resto, le prime prestazioni inanellate dalla compagine emiliana avevano a dir poco sconcertato: tatticamente sballata, troppo esposta agli attacchi avversari e poco propensa a fare goal. Insomma, la Serie B pareva certezza già ad ottobre. Ed invece siamo qui a recitare il ‘mea culpa’, perchè non si può non prendere atto della trasformazione dei neroverdi che, di questo passo, venderanno cara la pelle. Merito di un tecnico bravo come Di Francesco, capace di trovare la fatidica quadratura del cerchio, e di un giovane di bellissime speranza, vale a dire Domenico Berardi. Che di talento ne ha da vendere. Complimenti.
La delusione: Vero è che le assenze in attacco erano tante, e che l’infortunio di Borriello è stata la classica ‘pioggia sul bagnato’. E’ però, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto pigiare il piede sull’acceleratore, la Roma ha rallentato per la seconda volta consecutiva. Contro il Sassuolo si è creato tanto ma concluso poco, complice anche la pessima giornata di Ljajic. Ma pareggiare in casa contro una delle squadre peggio posizionate in classifica, non può avere particolare scusanti. Chiaro che tutte non le si potessero vincere, giusto che si possiede ancora il primato in classifica. E però, certe partite vanno assolutamente vinte. Certe partite, come quella contro il Sassuolo: nella speranza che, nel frattempo, non si accusi il contraccolpo psicologico. Da questo punto di vista, Rudi Garcia pare essere una garanzia.
Il top player: E’ giusto affidare la palma di uomo della settimana ad uno che, per tutta la carriera, ha giostrato da mediano, prendendosi il lavoro sporco e concedendosi, di tanto in tanto, l’onore e l’onere di segnare qualche goal: parliamo ovviamente di Daniele Conti, ormai da anni leader del Cagliari. Il Capitano si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha trascinata, di forza, con fatica, ad una vittoria che pareva ormai insperata: i due goal sono un concentrato di potenza, quasi a voler sprigionare la rabbia accumulata per la serie poco positiva di recenti risultati. Ed è da lui che devono ripartire i sardi per cercare l’assalto alla salvezza. Con un Conti così, la strada si fa sicuramente in discesa.
Il flop player: Dispiace accanirsi, ma davvero non ci capacitiamo di come Bologna e Torino abbiano potuto affidarsi, nel ruolo di portiere titolare, a due elementi come Gianluca Curci e Daniele Padelli. Nulla di personali, professionisti seri e stimabili. Ma con a carico evidenti limiti, dimostrati dalle numerosi indecisioni di cui si sono resi protagonisti da inizio campionato. Indecisioni mica da ridere, visto che costano alla squadra punti che, col tempo, potrebbero risultare pesanti come macigni. Quello del portiere è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. E se quel qualcuno fa collezione di papere è bene porre rimedio alla prima occasione utile: leggasi, al mercato di gennaio.
Il goal più bello: Che goal che ha fatto Paul Pogba: una segnatura straordinaria, quella messa dentro dal calciatore della Juventus nel match contro il Napoli. Un destro al volo, dopo essersi alzato con lo stesso piede il pallone, sul quale il pur strepitoso Reina nulla ha potuto: la palla ha assunto una traiettoria maestosa, affascinante, quasi perfetta. Un goal che ha lasciato a bocca aperta tutti gli addetti ai lavori e che merita sicuramente la palma di più bello della settimana. Applausi meritatissimi a Pogba. Ed anche a chi, l’estate del 2012, riuscì a portarlo a Torino a costo zero.