Il punto sulla 19^ giornata di Serie A

La conferma: Il 2014 del Napoli sembra essere iniziato molto bene, con addirittura una marcia in più rispetto a quanto visto nell’anno appena concluso. Basti guardare ai goal subiti: 0 in 2 partite, una delle quali giocata, domenica, in casa del Verona. Campo ostile ai più, che i ragazzi di Rafa Benitez hanno espugnato, nonostante la perdurante assenza di Marek Hamsik. Lo spagnolo è allenatore capace, alzi la mano chi osa dire il contrario. Si vede il suo lavoro nell’economia del gioco, è evidente che sa dove apportare i giusti correttivi, capice quand’è il momento giusto per lanciare questo o quel giocatore. Come ad esempio Dries Mertens, folletto belga tutto corsa e classe., che per adesso pare indispensabile Una sorpresa solo per chi non l’ha mai visto giocare: è elemento di razza superiore, il belga e, difficilmente, perderà il posto in squadra. Se, da questo calciomercato, il Napoli uscirà rinforzato a dovere, magari con l’arrivo di un difensore centrale di grossa qualità, ci sarà di che divertirsi da qui a fine anno.

La sorpresa: Inizialmente un po’ tutti, a dir la verità, consideravano il Sassuolo sorta di vittima sacrificale, destinata alla retrocessione. Eppure il campo è giudice insindicabile, è sempre meglio aspettarlo prima di proferir sentenza. La vittoria di ieri, contro un Milan disastrato ma pur sempre di qualità, almeno sulla carta, superiore, testimonia perfettamente quanto sopra scritto. Eusebio Di Francesco, allenatore degli emiliani, è l’emblema perfetto di come un tecnico possa incidere, con le sue doti, sui risultati delle proprie squadre. Sembra una cosa scontata, ma non tutti sono capaci di farlo in maniera così netta. Piace il Sassuolo, è giovane, frizzante, magari pecca di inesperienza e dietro concede troppo, ma quando davanti si scatenano i giovani terribili che rispondono ai nomi di Berardi e Zaza, con il supporto del mai ingiustamente citato Kurtic, alle avversarie, se male organizzate in difesa, vengono i brividi. L’impressione, a questo punto, è che il Sassuolo se la giocherà fino alla fine per la salvezza.

La delusione: L’Udinese sta vivendo un’annata molto particolare, in cui sembra affetta da un non meglio precisato malessere. E’ in difficoltà la compagine friulana, lontana dall’essere quel mondo tranquillo che è sempre apparsa. Trovare la causa esatta non è facile: si può citare la partenza di Benatia, si può parlare dell’annata poco prolifica di Di Natale, si può citare l’apporto nullo sin qui fornito da Muriel. Oppure, più semplicemente, si può dire che l’Udinese sta vivendo una stagione difficile, di quelle che, una tantum, entrano a far fisiologicamente parte della storia dei vari club. L’importante è non perdere la bussola e, da questo punto di vista, i segnali non sono eccellenti. Nei mesi passati Guidolin disse di essere pronto a farsi da parte nel caso in cui fosse stato lui il problema, salvo poi riconoscere di aver parlato solo per un momento di eccessivo disagio. La settimana scorsa è toccato invece a Di Natale pronunciarsi in merito all’addio al calcio a fine stagione, forse anch’egli vittima di un temporaneo scoramento. Insomma, l’Udinese può puntare a tornare sui binari della tranquillità, ma sarà importante che cardini come Guidolin e Di Natale si carichino la squadra sulle spalle e non esibiscano più momenti di debolezza.

Il top player: Se si pensa che il Sassuolo, qualche anno fa, lo scoprì per sbaglio, mentre giocava a calcetto con il cugino, e si va a vedere cosa è stato capace di fare, domenica sera, contro il Milan, c’è davvero da credere alle favole: il soggetto è Domenico Berardi, che ha abbattuto il Milan rifilandogli quattro goal, causando anche l’esonero di Massimiliano Allegri. Quattro reti che contengono il meglio del repertorio di questo 19enne, entrato dalla porta principale nella storia del calcio: velocità, tecnica, opportunismo, rapidità d’esecuzione. Con un Berardi così, la salvezza non è per il Sassuolo un obiettivo precluso, assolutamente. Inoltre, sembra avere il dono dell’equilibrio, della pacatezza: la testa pare ben salda sulle spalle, e questo non è dettaglio di poco conto. Insomma, siamo tutti con Berardi, anche perchè tra pochi mesi ci sono i Mondiali di Brasile 2014, e con un Giuseppe Rossi che rischia di non esserci, un giocatore come Domenico farebbe comodo, e non poco, all’Italia di Prandelli. Il Ct lo sa e lo sta facendo seguire.

Il flop player: Arrivato per raccogliere l’eredità del separato in casa Michael Agazzi, tutti sembravano colpiti da Antonio Adan, neo portiere del Cagliari di scuola Real Madrid. Una scuola che, evidentemente, non deve aver frequentato con profitto, viste le topiche commesse dallo spagnolo, contro la Juventus, in occasione dei goal di Marchisio e Lichtsteiner. Peccato, perchè quando ha segnato il numero 8 dei bianconeri, il risultato era ancora fermo sull’1 – 1, e non è detto che il Cagliari non potesse portare a casa 1 punto od anche più. Con ciò non vogliamo dare del bidone ad Adan, ma ci chiediamo perchè non sia stato confermato, tra i pali, Avramov, dimostratosi a dir poco affidabile le volte in cui, sin qui, era stato chiamato in causa. Per Adan un match da dimenticare, dunque, e a cui porre presto rimedio.

Il goal più bello: E’ il minuto numero 25 di Roma – Genoa, il risultato è fermo sullo 0 – 0 ed ai giallorossi viene concesso un calcio di punizione in posizione favorevole. Calcia Francesco Totti, e le menti di tutti corrono avanti, immaginando il pallone che finisce dritto in rete. Nessuno immagina ciò che, da lì a poco, sarebbe effettivamente successo. La palla non finisce in rete, ma impatta sulla barriera, si inarca, ed allora un difensore rossoblu cerca di spazzarla, un po’ goffamente: a quel punto, cade giù e, prima che ogni altro possa intercetterla, ecco che Alessandro Florenzi fa esplodere genio e potenza, esibendo quella che, a conti fatti, sembra essere la rovesciata perfetta. Il pallone, imparabile, si insacca alle spalle di Perin, che può solo guardare. E’ il goal più bello della giornata, forse del campionato, sicuramente da podio: e fa piacere che a segnarlo sia stato un ragazzo come Alessandro Florenzi, forse poco reclamizzato per le qualità che possiede. Ma è molto giovane, ci sarà tempo e modo per far parlare il mondo intero di sè, perchè Florenzi è destinato al successo internazionale. Nell’attesa, tutti in piedi ad applaudire.