La conferma: Impossibile non citare la Juventus, che è riuscita a sfatare il tabù Sampdoria, capace di strappare ai bianconeri, lo scorso anno, sei punti su sei. La vittoria è venuta dopo una prestazione tignosa, a tratti sofferente ma, soprattutto, tremendamente concreta. L’autografo sul goal è quello di Carlos Tevez, un segnale da non sottovalutare: a decidere è stato infatti un attaccante, a differenza della passata stagione quando, per la maggior parte, erano stati difensori e centrocampisti a decidere le partite.
La sorpresa: Verona e Milan, facce opposte della stessa medaglia o, per meglio dire, della stessa partita. L’Hellas è tornato in Serie A a distanza di 12 anni e lo ha fatto nel migliore dei modi: battendo il Milan, nettamente favorito, grazie alla doppietta del ‘vecchietto terribile’, vale a dire Luca Toni. I rossoneri, invece, hanno totalmente fatto cilecca alla prima. Dopo un quarto d’ora di buon livello, che ha fruttato anche il vantaggio siglato da Andrea Poli, il Milan è sparito, dimostrando una timidezza sconcertante. Servirebbero due rinforzi dal mercato, un difensore centrale ed una mezzala di efficienza importante: leggasi Astori e Nainggolan. E un appunto sincero ad Allegri: riveda l’oramai annosa questione legata ai calci piazzati.
La delusione: Diciamoci la verità, ci saremmo aspettati qualcosa di più dal Parma di Cassano ed Amauri. Con la presenza in rosa del fantasista di Bari Vecchia, eravamo pronti a leggere di una vittoria casalinga, senza troppi problemi, ai danni del Chievo. Così non è stato, per merito anche di Puggioni, estremo difensore clivense autore di una parata che è valsa come un goal su un colpo di testa a botta sicura di Biabiany.
Il top player: Luca Toni, e chi se lo aspettava? Chi se lo aspettava (già) così in forma, così pronto, così tremendamente bomber come nei tempi migliori? Qualcuno dice che la marcatura di Zapata gli ha agevolato il compito? Può darsi, ma Toni era lì, al posto giusto, nel momento giusto, col movimento giusto. In bocca al lupo Luca, che possano essere i primi di una lunga serie: merita tutto il meglio possibile, per la sua carriera esemplare che gli consente, ancora oggi, di segnare e far godere uno stadio intero. 36 anni e non sentirli neanche un po’.
Il flop player: Non vogliamo accanirci contro un ragazzo all’esordio in Serie A, ma l’Udinese dovrebbe forse cercare sul mercato un estremo difensore affidabile che posso fornire adeguate garanzie per qualche mese, giusto il tempo che rientri il convalescente Brkic. Ivan Kevala, infatti, non ha fornito certezza alcuna contro la Lazio, commettendo numerose ingenuità e trasmettendo grossa insicurezza ai compagni di reparto. Urge una soluzione, che possa porre rimedio agli eccessivi patimenti risentiti nel match contro i biancolesti.
Il goal più bello: Abbiamo scelto di premiare la prima delle due reti di Marek Hamsik, la seconda del Napoli contro il malcapitato Bologna, arrivata dopo un bell’assist di Zuniga. Il dribbling con cui lo slovacco salta Curci prima di depositare palla in rete è di rara bellezza e tremenda efficacia: è cresciuto tantissimo Marek, ed il Napoli non può che goderne. Cavani è lontanissimo, molto più di quanto si possa pensare. Un applauso comunque, in fatto di reti di pregevole fattura, anche ad Hernanes.