La conferma: La Lazio da quando è tornato Edy Reja sembra essera resuscitata: da squadra svagata e sempre in stato confusionale, è diventata quadrata, compatta ed anche cinica. Il tutto, nonostante la recente cessione di Hernanes ed il solo arriva dell’incognita Kakuta. Non sarà un profeta del calcio spettacolo, Reja, ma è tanto concreto, proprio come adesso lo è la Lazio. Che, di questo passo, può candidarsi anche da un posto in Europa League. Importante sarà tenere il massimo della concentrazione da qui al prosieguo del campionato. Non sarà impossibile, ma neppure facile. Nel frattempo, bisogna prendere atto della tutto sommato tranquilla vittoria conquistata contro il Chievo Verona, squadra che in casa è sempre ostica da affrontare.
La sorpresa: Alzi la mano chi si aspettava che l’Atalanta facesse un sol boccone del Napoli: in pochi, e non tanto per il valore della compagine bergamasca, realtà da anni consolidata del nostro campionato, quanto per quello della squadra partenopea. E se una vittoria ci poteva pure stare, dato che nessun risultato è da ritenere impossibile, immaginare un così rotondo 3 – 0 è esercizio che, forse, neppure il tifoso più ottimista avrebbe potuto fare. Ed invece l’Atalanta di Colantuono si è resa protagonista di una prestazione importante, aldilà del fatto che i 3 goal sono scaturati da altrettante scelleratezze dei singoli avversari. Quella orobica è squadra compatta, ben organizzata, rognosa per chiunque si trovi davanti: applausi vibranti.
La delusione: In questo 2014 Inter e Napoli stanno diventando un’habituè di questa ‘categoria’. E però, sinceramente, le imprese negative di cui si sono rese protagoniste le due compagini, in quest’ultima di campionato, sono la classica goccia che fa traboccare il vaso. Non si pretendeva dall’Inter che andasse a far risultato allo Juventus Stadium, ma proprio il senso di netta inferiorità della squadra nerazzurra non fa ben sperare in prospettiva futura, con Mazzarri che, a questo punto, inzia ad avere qualche colpa. L’integralismo tattico, quando non porta a nulla, sarebbe meglio metterlo da parte. Quanto al Napoli, il sono 3 – 0 rimediato in casa dell’Atalanta è figlio, soprattutto, delle scellerate scelte formato turnover estremo di Rafa Benitez: impossibile pensare di rinunciare, contemporaneamente, ad Hamsik, Jorginho ed Higuain. La qualificazione in Champions League è obiettivo da non fallire assolutamente.
Il top player: Vogliamo premiare Maxi Lopez anche se, in questo giornata, c’è stato chi, magari, ha fatto meglio di lui. L’argentino però, arrivato da pochi giorni alla Sampdoria, dopo un periodo di sostanziale inattività, ha deciso il derby della Lanterna, facendo impazzire i tifosi e dimostrando di avere una condizione fisica molto importante. Fa piacere, visti i recenti e poco felici momenti di vita privata. L’uno – due con Eder, in occasione della rete con cui ha bucato la porta difesa da Perin, fa pensare che, la seconda metà di stagione, potrà essere molto propizia per l’argentino. Glielo auguriamo. Menzione d’obbligo, però, anche per German Denis: doppietta da ‘ex’ al Napoli ed abbraccio al figlio. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul.
Il flop player: Questa 22^ di Serie A ci ha fornito una serie di topiche clamorose, per cui sarebbero tanti i candidati meritevoli di vincere il platonico titolo di ‘flop player’ della settimana. Dopo aver valutato più o meno attentamente, abbiamo deciso di premiare Gokhan Inler, autore di un assist che, a provarlo e riprovarlo, probabilmente, non gli riuscirà mai più: peccato che l’assist in questione sia finito tra i piedi di German Denis, pronto a trafiggere, per la seconda volte consecutiva, Pepe Reina, anch’egli protagonista di una papera clamorosa. Non ce ne voglia lo svizzero, ma abbiamo deciso di far prevalere il suo nome su quelli di Alberto Frison, lo stesso Reina, Federico Fernandez, Blerim Dzemaili, Thomas Manfredini, Daniele Bonera e Rodrigo Palacio.
Il goal più bello: Il nome giusto è quello di Ciro Immobile autore, contro il Milan, dell’undicesimo goal stagionale: lanciato da un compagno di squadra, il centravanti granata si è mosso sulla linea della palla e, dopo averla controllata, con una finta da manuale del calcio ha lasciato sul posto il malcapitato Bonera e trafitto Abbiati con un destro di chirurgica precisione. Continuando con questi numeri, vista anche la precaria situazione dei tanti attaccanti italiani, Cesare Prandelli non potrà non tenere in considerazione la candidatura, per i Mondiali di Brasile 2014, l’attaccante campano. Ventura, nel frattempo, se lo coccola stretto, ma è anche al suo allenatore che Immobile deve dire grazie per questo exploit.