Il punto sulla 23^ giornata di Serie A

La conferma: Il Verona di Mandorlini, ieri, si è reso protagonista di una partita straordinaria. E se è il primo tempo è stato da cancellare, la ripresa ha visto gli scaligeri azzannare la Juventus, da predatrice divenuta vittima: il furore agonistico messo in campo da Toni e compagni, sostenuti da un tifo straordinario ed assordante, ha messo in crisi i Campioni d’Italia, sin qui quasi sempre impeccabili in campionato. Il quinto posto in classifica, a pari merito con l’Inter, non è frutto del caso e neppure della fortuna: è, invece, il prodotto di duro lavoro e di un mercato condotto con perizia ed intelligenza. Nonostante la cessione di Jorginho, insomma, le cose continuano ad andare bene: non c’è che da rimanerne ammirati.

La sorpresa: Impossibile non citare il Bologna. La trasferta di Torino era già di per sé complessa, figurarsi quanto lo è diventata ancora di più dopo il goal del vantaggio granata firmato da Immobile. Aggiungiamoci che, nei giorni precedenti dal match, era stata ufficializzata la cessione di Alessandro Diamanti, e ci rendiamo conto di come la squadra di Ballardini si trovasse in una situazione poco invidiabile. Eppure i felsinei hanno rimontato il goal del pari, passando addirittura in vantaggio, grazie alla doppietta di Cristaldo. Inoltre, aggiungiamoci anche il buon lavoro fatto dalla difesa, con un impeccabile Curci, che hanno contribuito in maniera decisiva alla vittoria. Così giocando, la salvezza è possibile. Difficile comunque, ma possibile.

La delusione: E’ possibile inserire in questa categoria una squadra che ha conquistato, ad oggi, 60 punti sui 69 disponibili? E’ possibile sì, perché la Juventus di ieri, contro il Verona, si è macchiata di evidente recidività: quanto visto al Bentegodi altro non è che un remake dell’incubo vissuto dai bianconeri a Firenze. Chiuso il primo tempo in vantaggio, e dopo una prestazione straordinaria, nella ripresa un mix di presunzione e mancanza di concentrazione, uniti alla superba partita degli avversari, hanno portato ad una clamorosa quanto meritatissima rimonta. Non vorremmo essere nei panni dei giocatori che, dopo quanto accaduto, dovranno sorbirsi la giustificata ira di Antonio Conte.

Il top player: Tra tutti i protagonisti, in positivo, di questa giornata di campionato, premiamo con piacere Walter Samuel. Il difensore argentino non scendeva in campo addirittura dallo scorso 9 novembre, quando l’Inter ebbe la meglio sul Livorno. La scelta, fatta ieri da Mazzarri, di dargli una maglia da titolare a discapito di Campagnaro, aveva fatto storcere il naso ai più. E invece si è rivelata mossa azzeccatissima, con Samuel che ha guidato da vero leader, quale indiscutibilmente è, una difesa spesso troppo ballerina negli ultimi tempi. In più, come ciliegina sulla torta, il goal con il quale si è decisa la partita: classica colpo di testa e tanti saluti all’età che avanza. In attesa di test più probanti, diamo il bentornato a Samuel.

Il flop player: Dispiace dirlo, ma Daniele Padelli, contro il Bologna, l’ha combinata grossa. Già in occasione del primo goal, la sua uscita su Rolando Bianchi non era stata impeccabile, ma la respinta con cui ha consegnato palla nei piedi Cristaldo, che ha poi comodamente poggiato in rete per il raddoppio del Bologna, è da censura. Ovviamente, un ruolo decisivo l’ha giocato tutta la retroguardia granata, che gli ha dato tanto lavoro extra anche nelle azioni incriminate. Una giornata no può capitare, anche perché Padelli, davvero incerto ad inizio stagione, col passare del tempo avevo acquisito personalità e sicurezza.

Il goal più bello: Tanti i bei goal segnati in questa giornata di campionato. Tra tutti, scegliamo quello di Rafal Wolski, il secondo della Fiorentina contro l’Atalanta. Un contropiede magistrale, azionato da Mati Fernandez e chirurgicamente concluso dall’attaccante polacco della Fiorentina: deliziosa, in particolare, è la finta con cui manda fuori giri Estigarribia, prima di mettere palla alle spalle di Consigli. Niente male per un giocatore che, sin qui, ha collezionato la miseria di 5 presenze, per un totale di 133 minuti giocati. Menzioni anche per la punizione a giro di Ilicic, la sgroppata da metà campo di Taarabt e la botta dalla distanza di Inler.