La conferma: La parola in questione riepiloga, molto sinteticamente ma altrettanto efficacemente, la carriera di Walter Mazzarri. Il tecnico toscano, da quando ha intrapreso la carriera di allenatore, non ne ha mai sbagliata una che fosse una, non ha mai fatto altro che confermarsi. Non a caso, ovunque sia andato, ha sempre fatto benissimo e lasciato quei ricordi che si riservano ai migliori. Quanto da lui fatto sin qui all’Inter ha dello straordinario: in poche settimane ha rivoltato la squadra come un calzino, restituendo un’identità ben precisa ad un gruppo che, la scorsa stagione, pareva un’accozzaglia di pedatori improvvisati. Vedere Jonathan e Ricky Alvarez non solo giocare un calcio decente, ma essere anche incisivi ai fini del risultato finale è roba da stropicciarsi gli occhi: non per essere ingenerosi, ma parliamo di due elementi che sembravano inadeguati addirittura per la serie cadetta. Ed invece eccoli qua, tonici, capaci di movenze intelligenti e non fini a se stesse, ben integrati nello scacchiere tattico: a questo punto ci chiediamo davvero se Mazzarri abbia dei poteri taumaturgici o cosa…
La sorpresa: Applausi al Livorno di Davide Nicola, tecnico che ama tenere un basso profilo preferendosi concentrare sugli aspetti tecnici e tattici della squadra. Nicola si è dimostrato abile ad inserire adeguatamente ogni pezzo al suo posto, riuscendo a far convivere anche due attaccanti a detta di qualcuno incompatibili come Paulinho ed Emeghara, elementi che potrebbero avere un peso specifico enorme nella difficilissima corsa salvezza cui è iscritta a pieno titolo la compagine toscana. La vittoria sul campo del Sassuolo col risultato di 4 a 1 rende l’idea del modo differente in cui le due neopromosse hanno affrontato il salto di categoria.
La delusione: Delusione sì, ma comunque annunciata, quella che marchia l’inizio di stagione del Genoa. Come sempre, Enrico Preziosi si è reso protagonista di scelte a dir poco discutibili, sia per quel che riguarda la conduzione tecnica della squadra, che relativamente al calciomercato. Non ce ne voglia Fabio Liverani, che magari diverrà fior di tecnico ma, dopo una stagione a dir poco tribolata come quella passata, il Genoa avrebbe necessitato di un tecnico navigato, di enorme esperienza, con il giusto pedigree che si addice a chi ha il dovere di ricostruire un ambiente devastato dopo la disastrosa e deleteria ultima stagione agonistica. Auguriamo a Liverani di contraddirci molto presto, ma alla ripresa del campionato, dopo la sosta, c’è un derby che brucia in mano come un carbone ardente…
Il top player: Chi se non Marek Hamsik è degno di tale nomea? Il centrocampista slovacco non smette di stupire, non arresta la sua crescita, è ormai divenuto un leader a tutti gli effetti, un vero e proprio campione. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, ragazzetto, arrivò dal Brescia con l’unica peculiarità di fare ogni tanto qualche goal e poco altro. Adesso ha fatto proprio un profilo completo, universale, con addosso qualità caratteriali e tecniche tale da candidarlo al ruolo di miglior giocatore del campionato. Segna, fa segnare, fa partire l’azione ed a volte la interrompe anche: è lui l’oro di Napoli, vera bandiera di una città che lo ha eletto ad amore unico ed eterno, con tanti saluti a chi, pur ringraziando, ha voltato le spalle ed è volato verso i ricchi ma freddissimi lidi parigini.
Il flop player: Dispiace dirlo ma, delle volte, le squadre i guai se li cercano col lanternino. Uno dei più grandi problemi del Bologna, nella scorsa stagione, è stato quello del portiere. Ad alternarsi erano stati, con alterne fortune, Gianluca Curci e Federico Agliardi: non uno tra i due che abbia fornito un po’ di sicurezza, non uno che abbia trasmesso alla difesa quelle certezze tali da potersi disimpegnare con spensieratezza. Eppure, nella sessione di mercato che si appresta a chiudersi, i felsinei non hanno mai cercato di porre rimedio a questa mancanza, decidendo di puntare ancora su Curci. Il risultato lo si è visto ieri sera, quando l’estremo difensore si è reso protagonista di una goffa papera che non è stata la prima e, probabilmente, non sarà neppure l’ultima. Giornata funesta comunque, questa, per i portieri: disastrosi sono stati anche Rosati (altro specialista della gaffe) del Sassuolo, Da Costa della Sampdoria ed il giovane Perin del Genoa.
Il goal più bello: Dura, durissima scegliere dalla galleria di opere d’arte firmate da vari calciatori in questa seconda giornata di campionato. Il gusto è soggettivo, ma abbiamo deciso di premiare un calciatore che, visto quanto fatto anche nello scorso anno, si preannuncia frequente ‘vistatore’ di questa categoria: parliamo di Panagiotis Kone, centrocampista del Bologna che, dopo un cross di Garics, si è librato in volo ed ha colpito il pallone esibendo una semirovesciata che ha strappato applausi non solo a chi era presente allo stadio ma anche agli spettatori da divano: palla in rete, Sampdoria sotto e visibilio allo stato puro. Citazione obbligatoria, però, anche per il geniale pallonetto con cui Miralem Pjanic ha uccellato Rafael del Verona e per la punizione mancina dalla distanza con cui l’ex Manolo Gabbiadini ha trafitto Curci, in questa occasione incolpevole.