Il punto sulla 3a giornata di Serie A

LiveraniLa conferma: Qualcuno ne aveva parlato come di una squadra destinata alla retrocessione, ma il calcio insegna che i giudizi netti deve essere il campo a darli. Tant’è, il Livorno nelle prime tre giornate ha portato a casa ben 6 punti sui 9 disponibili. Mica nulla, se consideriamo anche il modo in cui sono arrivati. Contro il Catania si è vista in campo una formazione solida, ben organizzata, con un duo d’attacco tra i migliori dell’intera Serie A. Paulinho ed Emeghara si completano che è una meraviglia, come si è visto anche in occasione del goal del raddoppio: ne beneficieranno ancora i labronici, per la gioia di Davide Nicola e dei tifosi tutti.

La sorpresa: Nell’ultimo turno di campionato il nome del Genoa lo leggevate in altra categoria, con tanto di giudizio severissimo, come giusto che fosse per una squadra apparsa totalmente allo sbando. Squadra sparita nella serata appena trascorsa, dove abbiamo visto in campo un Genoa straordinario, meraviglioso, quasi perfetto, a fronte di una Sampdoria che definire pessima è riduttivo. Merito del modo in cui Fabio Liverani ha messo in campo i suoi ragazzi, che hanno giocato con la mente e con il cuore, pensando al proprio mister, come si è visto nelle bellissime esultanze post goal e post partita. Adesso rimane da capire se il vero Genoa è quello delle prime due giornate, o se quello che ieri ha vinto, convincendo, il derby della lanterna: auguriamo che la risposta giusta sia quest’ultima. Nel frattempo, applausi sinceri.

La delusione: Il pareggio conquistato al 97′ su calcio di rigore non è assolutamente una nota di merito per il Milan di Allegri che, sino a tre minuti dal novantesimo, stava perdendo per 2 a 0. Il risultato della partita contro il Torino non riesce a nascondere una prestazione fumosa, disordinata e poco convincente. Troppo spesso si è prestato il fianco agli avanti avversari, come evidenziato in occasione del goal subito da Cerci. La reazione ci sarà pure stata, neppure particolarmente convinta, ma ciò non toglie che il Milan di inizio stagione sia assai deficitario, in difesa come pure a centrocampo. E se si fanno male anche Montolivo e Poli (oltre che Abate e De Sciglio) non c’è di che esser fiduciosi. Urgono rimedi, Allegri prenda nota.

Il top player: Che giocatore che è Francesco Lodi: piedi meravigliosi, grinta da mediano, centrocampista cui calzano perfettamente le vesti di direttore d’orchestra affidategli dall’allenatore Fabio Liverani. Che di Lodi, nelle carriera di calciatore, è stato perfetto clone. Una delle sfortune più grandi di questo ragazzo è stata quella di trovarsi davanti, in questi anni importanti, un certo Andrea Pirlo, pari ruolo di classe superiore. Ma se Pirlo è un extraterrestre non vuol dire che Lodi sia un comune giocatore: è forte il ragazzo, e sarebbe anche giusto ricompensarlo con una convocazione in nazionale, magari con vista Mondiale. Una eventuale buona stagione del Genoa, passa necessariamente da Ciccio Lodi.

Il flop player: Ricorderà sicuramente il suo esordio con la maglia del Torino, di cui si professa tifoso sin da bambino, Giovanni Pasquale. L’esterno sinistro, entrato in campo al 79′ nel match disputato contro il Milan, ci ha messo meno di venti minuti a far danni incalcolabili: aldilà delle polemiche scatenatesi attorno al match, il fallo da rigore commesso praticamente all’ultimo secondo da Pasquale ha dello sconcertante. Un errore clamoroso, che può capitare per carità, ma che pesa sulla mancata vittoria del Toro in maniera purtroppo eclatante. Arriverà tempo di rifarsi, si spera.

Il goal più bello: Non ce ne vorrà il simpatico diretto interessato, ma avreste mai immaginato di leggere il nome di Luca Antonini in questa categoria? Sinceramente in pochi diranno di sì, eppure l’ex milanista, all’esordio con la maglia del Genoa, ha subito lasciato il segno, pesantemente, sbloccando il derby della lanterna con una volee di destro di pregevole fattura: un goal che è un condensato di precisione e tecnica. Un plauso al ragazzo, messo ai margini dal Milan nell’ultimo anno e subito riscattatosi, facendo esplodere la porzione rossoblu del ‘Luigi Ferraris’.