La conferma: Il sospetto lo si era avuto all’indomani della chiusura della campagna acquisti: l’Hellas Verona si era mosso benissimo nelle torbide acque del calciomercato, con acquisti di assoluto valore e di qualità superiore rispetto a quella di tante altre compagini già presenti in Serie A. Il sospetto, alla quinta giornata, si è fatto realtà: andare a pareggiare sul campo del Torino non è stata impresa facile, ma i ragazzi di Mandorlini ce l’hanno fatta. Ha un gioco l’Hellas, capace di adattarsi anche all’avversario che ha di fronte e con degli interpreti che potrebbero benissimo stare in squadre di fascia medio alta, come ad esempio Jorginho, il cui rigore è solo la ciliegina sulla torta di una prestazione tutta quantità e qualità. I 7 punti in classifica parlano e chiaro e l’impressione è che, se il giocattolo non dovesse rompersi alla prima difficoltà, l’Hellas potrebbe addirittura lottare per traguardi inizialmente impensabili (vedi Europa League).
La sorpresa: Alzi la mano chi avrebbe ritenuto il Sassuolo capace di strappare 1 punto al Napoli in quel catino infernale che era ier il San Paolo (come sempre del resto), adornato dalla presenza di ben 60.000 spettatori. Roba che avrebbe impressionato chiunque ma non, evidentemente, quella che sino a ieri pareva una combriccola di calciatori finiti per caso in Serie A per caso. Onore e merito al principale artefice di questo miracolo, vale a dire Eusebio Di Francesco, un tecnico preparato ma che sin qui, nella massima serie, ha avuto a disposizione rose con le quali mettersi in mostra è particolarmente difficile. Eppure lui, a pochi giorni dalle sette sorbole beccate dall’Inter, ha saputo rivoltare la squadra dandole un’identità ed un’organizzazione di gioco, ma soprattutto una dignità. Roba non da tutti, badate bene. E se pensiamo che il Sassuolo è andato ad un passo dal vincere la partita, c’è di che provare beata meraviglia. La situazione di classifica è pur sempre deficitaria, ma la prestazione di ieri autorizza tacite ma sincere speranze.
La delusione: Napoli, ma cosa combini? Ma come? Sconfiggi il Borussia Dortmund alla prima di Champions, vai a vincere a San Siro contro il Milan, e poi inciampi in casa contro il Sassuolo? Per carità, un pareggio ci può anche stare, ma la sensazione è che i campani siano scesi in campo convinti di vincere la partita avendo vita facile. Peccato che si è pensato inizialmente veniale, ma rivelatosi poi fatale. Ed è pure andata bene al Napoli, visto che solo un provvidenziale intervento sulla linea di porta ha impedito a Zaza di siglare il goal dell’1 a 2 per i neroverdi. Il turnover avrà influito? Potrebbe anche, soprattutto in difesa dove le prestazioni di Paolo Cannavaro e Federico Fernandez sono state palesemente insufficienti e ben lontane di quelle sin qui adoperate da Britos e Raul Albiol: servirà da esperienza, senza ombra di dubbio.
Il top player: Cinque goal dopo cinque giornate di campionato non possono essere un caso e neppure figli di un momento fortunato: no, nulla di tutto ciò, semplicemente Alessio Cerci è ormai uno dei calciatori più forti del campionato. Era ora che sbocciasse questo eterno talento, che pareva avesse tutti i requisiti per entrare nell’affascinante ma triste e lungo elenco delle promesse mancate, dei miti a metà, dei Morfeo e dei Di Napoli. Ed invece no, eccoci qui a commentare la doppietta di Cerci al Verona, a coronamento di una prestazione da leader vero e proprio, quale Alessio ormai è: merito a Giampiero Ventura di averlo messo di fronte alle proprie responsabilità, di avergli fatto prendere seria coscienza dei propri mezzi, di aver usato indistintamente bastone e carota. Gliene siamo grati, perchè un Cerci così tornerà utilissimo anche ai Mondiali.
Il flop player: Dai migliori pretendiamo sempre il massimo, ecco perchè, quando essi sbagliano, gli errori pesano doppio. Soprattutto se ne vengono commessi due nella stessa partita: è dunque con sommo dispiacere che iscriviamo qui il nome di quello che nella sua carriera è sempre stato un top player, un fuoriclasse, per giunta nel ruolo di portiere. Insomma, avrete ormai capito che parliamo di Gigi Buffon. Il quale ieri, contro il Chievo, è stato protagonista di un errato e banale disimpegno che ha permesso agli scaligeri di andare in vantaggio. Ma non solo. In occasione del goal ingiustamente annullato ad Albero Paloschi, Buffon ha fatto un intervento goffo che ha di fatto consegnato il pallone al centravanti avversario, abile a depositarlo (vanamente) in rete. Si rifarà, perchè parliamo comunque di uno dei migliori portieri del mondo. Per stavolta è andata male, e fa notizia.
Il goal più bello: Continua l’iscrizione di calciatori insospettabili a questa categoria: dopo Luca Antonini tocca infatti a Djamel Mesbah la palma di autore del goal più bello della settimana. Un destro a giro alla Del Piero, e ciò non vuol essere una bestemmia: semplicemente, guardando il piccolo capolavoro firmato dall’esterno algerino del Parma, sono tornate alla mente le immaginifiche traiettorie disegnate da Pinturicchio. Roba da stropicciarsi gli occhi, anche perchè confezionata da un onesto gregario che, dal giorno in cui è arrivato in Emilia, ha sempre trovato poco spazio. Ieri il riscatto, che più bello l’ex milanista (proprio come Antonini…) non poteva sognare: Mesbah re per un giorno, il calcio è bello anche per questo. Chapeau.