Il sottosegretario alla Salute Costa: “possibile affluenza del 15% in finale di Coppa Italia”

La riapertura degli stadi è un argomento caldo nel mondo del calcio. Le indicazioni dal Sottosegretario alla Salute

Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, è stato ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi, su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt).

Sulle riaperture. “Da tempo si chiedeva alla politica di assumersi la responsabilità di tornare a decidere, siamo convinti che vi siano tutte le condizioni per riaprire gradualmente a partire dal 26 aprile –ha affermato Costa-. Le vaccinazioni stanno procedendo, un cambio di passo c’è stato, i dati dei ricoveri e delle terapie intensive stanno scendendo e continueranno ancora a scendere. E’ chiaro che da un lato ci vuole una grande responsabilità da parte dei cittadini, dall’altro ci vogliono più controlli perché è giusto sanzionare chi non rispetta le regole e continuare a far lavorare chi le rispetta. Mi auguro che non si torni più indietro, siamo convinti che da qui in poi la situazione nel nostro Paese continuerà a migliorare e si potrà continuare ad aprire sempre di più. Ci veniva chiesta una discontinuità col passato e ci siamo assunti la responsabilità di fare questa scelta, nella consapevolezza delle tensioni nella società, con categorie economiche in ginocchio che aspettavano di poter tornare a lavorare. Non è un liberi tutti, è l’avvio di un percorso graduale. Il sistema dei colori rimane invariato, laddove ci dovesse essere un aumento di contagi si tornerebbe in fascia arancione o rossa”.

Sul pubblico negli stadi. “Se siamo in grado di garantire il 25% l’11 giugno, bisognerebbe fare una riflessione sulla finale di Coppa Italia e magari sulle ultime due giornate di campionato, con un’affluenza del 15%”

Sulla Superlega di calcio. “Sono contrario. Non possiamo permettere che il calcio diventi uno spettacolo legato solamente al fattore economico e ai grandi interessi che gli girano intorno. La bellezza del calcio è che ci sono competizioni aperte in cui i sogni si possono realizzare, come nel caso dell’Atalanta”.

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