E’ sempre più delicata la posizione della Juventus in relazione all’inchiesta che ha travolto il club. I bianconeri sono stati già puniti con 15 punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso, l’accusa è quella di aver sovrastimato il valore dei calciatori durante le trattative di calciomercato con club in Italia e all’estero.
Poi sarà il turno della seconda inchiesta, quella del secondo filone delle plusvalenze fittizie e della manovra stipendi. Sono coinvolte altre squadre, a serio rischio stangate: Atalanta, Sassuolo, Sampdoria, Bologna, Udinese e Cagliari. La Juventus ha presentato ricorso contro la prima sentenza e il responso è atteso entro due o tre settimane.

I nuovi elementi
Le nuove rivelazioni peggiorano ulteriormente la posizione della Juventus. E’ stata ascoltata Daniela Marilungo, 52 anni, membro indipendente del cda bianconero dal 23 ottobre 2015. Le confessioni sono pericolose: “mi sono dimessa con e-mail e raccomandata il 25 novembre 2022. La decisione la stavo meditando, ma non era proprio nell’aria. A fronte dell’ultimo cda caotico, intenso e personalmente molto stressante, dopo una notte insonne, mi sentivo a disagio non essendo esperta.
Plusvalenze, nuovi deferimenti e sanzioni afflittive in Serie A e B per 7 club
Il giorno precedente sia Andrea Agnelli che John Elkann, ci avevano comunicato a noi consiglieri indipendenti che Laurence Debroux e Suzanne Heywood avevano preannunciato a loro volta le dimissioni perché temevano di finire indagate. Questa notizia fa scattare il timing delle mie dimissioni, in serata prima di andare a cena mi faccio un lungo pianto liberatorio. Poi continuo a ricevere mail di convocazione e mi sono stati chiesti i contatti del mio avvocato, che mi diceva di non approvare questo bilancio, altrimenti sarei andata dritta verso le conseguenze che volevo evitare.
Il presidente Andrea Agnelli voleva approvare il bilancio a tutti i costi, altrimenti si rischiava la mancata iscrizione al campionato o dei punti di penalizzazione in classifica. John Elkann aveva un atteggiamento più soft e collaborativo (“Sono venuto qui per rassicurarvi e dirvi tutto quello che volete richiedere sulla situazione che Andrea vi ha indicato”). Prima la deadline doveva essere a novembre poi venne fuori che si poteva fino a giugno 2023. Così la nostra preoccupazione aumenta, ci hanno più volte rappresentato come queste conseguenze sportive potessero impattare sulla continuità aziendale. Dalla Juventus non ho mai ricevuto le carte della Procura, sono venuta a saperlo a fine ottobre”.

