La presentazione di Hernanes è stata anche l’occasione per Fassone e Ausilio, insieme con Branca nel mirino della tifoseria nerazzurra, per parlare alla stampa.
Il primo si dice particolarmente soddisfatto dell’arrivo di Hernanes:
E’ un segnale importante, un’operazione con un significato tecnico rilevante. Rappresenta un segnale di grande volontà e un salto di qualità in una stagione così difficile. Ora ci vuole pazienza, anche se siamo consapevoli di essere l’Inter. I momenti di transizione ci sono, è successo anche a Roma e Juventus, ma l’arrivo di Hernanes è il segno del desiderio di ridare splendore all’Inter”
Piero Ausilio, invece, fa una retrospettiva sulla gestione-Benitez, togliendosi (a modo suo) qualche sassolino dalla scarpa nei confronti del tecnico spagnolo, che più volte si era lamentato per il mercato in entrata nei mesi trascorsi sulla panchina dell’Inter:
“Hernanes nel 2010 era praticamente nostro se qualcuno sa veramente la storia, così anche Benitez può dire che gli avevamo preso un grande giocatore. Purtroppo avevamo già preso Coutinho come extracomunitario e così abbiamo dovuto rinunciare all’operazione”
Infine, una digressione sul momento negativo del mercato italiano, non più competitivo nel panorama europeo soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di giovani:
“Oggi è più difficile prendere i giovani. Prima i vari Biabiany, Destro, Balotelli, Santon costavano poco mentre oggi sarebbe impossibile per la concorrenza dei grandi club inglesi, dei fondi d’investimento brasiliani… diventa tutto molto più difficile. Certe operazioni sono praticamente impossibili da ripetere”