Può un pareggio alla quarta giornata di Serie A far scattare un campanello d’allarme in casa della squadra Campione d’Italia in carica? Probabilmente no ma già che l’Inter schiacciasassi ammirata l’anno scorso, squadra che gravita nell’ordine dei 100 punti in stagione, abbia fatto due passi falsi in 4 partite, è già una notizia sorprendente. I punti in classifica sono 8, gli stessi della Juventus, uno in meno del Napoli, 3 in più del Milan con il derby all’orizzonte.
Niente di allarmante, certo, ma l’Inter vista contro il Monza, copia sbiadita di quella elogiata pre-sosta contro l’Atalanta, ha lasciato qualche dubbio. Squadra probabilmente distratta dall’imminente partita di Champions League contro il Manchester City, ma apparsa anche un po’ appannata, manovra meno fluida rispetto a quanto ammirato in passato.
Le assenze di Calhanoglu e Barella avranno anche tolto un po’ di qualità e fosforo alla mediana ma la rosa nerazzurra, elogiata in termini di qualità e profondità, può e deve offrire alternative all’altezza. Soprattutto in attacco.
Tutto potevano aspettarsi i tifosi dell’Inter, tranne di utilizzare “Lautaro Martinez” e “problema” nella stessa frase descrivendo una situazione negativa. Il ‘Toro’ è a secco in 4 partite, un digiuno mitigato dai 4 gol di Thuram e dalle 9 marcature messe a segno complessivamente dai compagni, ma dall’MVP dello scorso campionato ci si aspetta sicuramente di più.
Lo stesso vale per le riserve. ‘Rimandato’ Taremi, bomber affidabile ed esperto che ha bisogno di minuti e fiducia per mostrare le sue doti. Qualche dubbio in più su Arnautovic: l’austriaco, che già aveva lasciato qualche perplessità nella passata stagione, non sembra poter garantire un ricambio adeguato agli attaccanti titolari. E neanche l’età è dalla sua parte.
Vorremo chiedere, in conclusione, una domanda a Simone Inzaghi: perchè Correa? “All in per sbloccare il risultato“. Sì, chiaro. Riformuliamo: perchè Correa è ancora nei piani dell’Inter? Ceduto l’anno scorso e non riscattato dal Marsiglia. Rientrato e messo alla porta fino al termine del mercato ma senza successo. Correa è oggi la quinta punta, non è fuori rosa perchè Inzaghi lo stima dai tempi della Lazio e non vuole rovinare l’armonia del gruppo. Vederlo in campo, per risolvere una partita delicata, con Thuram e Lautaro contemporaneamente in panchina, fa sorgere qualche interrogativo legittimo.
Quel che è certo è che per affrontare il Manchester City mercoledì in Champions League servirà decisamente altro e no, non Correa, che neanche figura nella lista Champions.