Inter, il caos regna sovrano: società indifendibile, situazione paradossale

Sono passati già alcuni giorni dall’esonero di Frank De Boer, eppure all’Inter non hanno ancora deciso con chi sostituirlo. Già questo, di per sé, sarebbe motivo sufficiente per interrogarsi sulla chiarezza con cui, in società, prendono le decisioni. Ma c’è molto altro, è un discorso che parte da lontano. Torniamo all’8 agosto, giorno in cui le strade di Roberto Mancini e del club meneghino si separarono definitivamente e, secondo nota ufficiale, con tono consensuale. A meno di due settimane dal via del campionato, ci si trovò con il problema di puntare su una nuova guida tecnica. Il prescelto fu, alla fine, De Boer. Una scelta che spiazzò in molti, visto che l’olandese, protagonista sulla panchina dell’Ajax, non aveva conoscenza alcuna del nostro calcio e, con così poco tempo a disposizione ed una squadra frutto di scelte di mercato a lui estranee, rappresentava un grosso punto interrogativo.

LaPresse/Gerardo Cafaro
LaPresse/Gerardo Cafaro

Con queste premesse, come minimo, gli andava concesso un credito molto ampio, in termini di tempo e risultato. Ma si sa, il calcio italiano è isterico e frenetico ed il primo a pagare, quando le cose non vanno bene, è sempre l’allenatore. Così, dopo la vittoria contro la Juventus, la lunga serie di scarsi risultati inanellata dall’Inter è costata la panchina a De Boer, praticamente abbandonato al suo destino come fosse un appestato. Risuonano ancora le parole del ds, Piero Ausilio, prima della sfida con l’Atalanta: “La società ha piena fiducia in De Boer“. Parole che, ovviamente, non avevano convinto nessuno e possedevano carattere palliativo e di circostanza. Via De Boer, la panchina è stata affidata ad interim a Stefano Vecchi, preso dalla Primavera nerazzurra: “Vecchi potrebbe anche essere confermato“, ha dichiarato il ‘solito’ Ausilio, nel prepartita con il Southampton. Altre frasi al vento, altro fiato sprecato: oggi Vecchi guiderà l’Inter per la seconda ed ultima volta, peraltro con buone chance di vittoria, visto che di fronte si troverà un Crotone in grandi difficoltà, nonostante i recenti punti conquistati.

LaPresse/Marco Rosi
LaPresse/Marco Rosi

Così, da qualche giorno va avanti il tira e molla sul nome del nuovo allenatore, con una situazione che si è fatta, ormai, largamente imbarazzante: sono stati ascoltati Stefano Pioli, sponsorizzato da Ausilio, Marcelino, ex Villareal, candidato forte di Kia Joorabchian, e Gianfranco Zola, anch’egli gradito a ques’ultimo. Ma che c’entra, con l’Inter, il procuratore di Carlos Tevez, Joao Mario e Gabigol? Bella domanda. La confusione regna sovrana. Abbiamo dei dirigenti come Ausilio la cui voce in capitolo, probabilmente, è assai scarna. Quindi c’è la figura di Erick Thohir, ormai presidente senza potere e senza interesse, sul quale è meglio tacere. Poi ancora il gruppo Suning, proprietario del club. Ed infine lui, Joorabchian, l’iraniano cresciuto in Inghilterra, ormai collaboratore fisso dei nuovi proprietari dell’Inter: è stato lui, più di ogni altro, a volere De Boer. Ed è lui a protendere, particolarmente, per Marcelino o, al limite, Zola. Insomma, stiamo a vedere che Pioli, di sicuro, non arriverà? Di certo, chiunque sarà l’uomo nuovo cui affidare il corso nerazzurro, dovrà convivere, per tutta la stagione, con le ombre, enormi, di Diego Pablo Simeone e José Mourinho, candidati potenziali per la stagione ventura. Per farla breve, siamo alle comiche, anche se da ridere c’è poco o nulla. E i tifosi nerazzurri hanno tutto il diritto di essere molto arrabbiati. Ciò che doveva rappresentare una sorta di approdo sicuro, un punto di svolta per tornare ad avvicinarsi ai fasti del triplete mourinhiano, e cioè l’arrivo in società di uomini intenzionati ad investire ingenti capitali, ad oggi non ha portato nulla se non un grandissimo caos, frutto di poca lungimiranza, poca conoscenza e, in alcuni casi, grossa incompetenza. Troppi galli nel pollaio, troppe teste ‘pensanti’, troppa carne al fuoco. E’ chiaro: le responsabilità, prima ancora che dei giocatori e degli allenatori vari ed eventuali, sono di una società che, ad oggi, ha perso la rotta e non riesce a ritrovarla.