Inter, l’ex Mancini svela un clamoroso retroscena: “Il mio addio? Mi offrirono un nuovo contratto ma…”

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  • INTER: Ha accarezzato la possibilità di lottare per lo scudetto poi un calo evidente. Mancini guiderà la squadra anche la prossima stagione. Foto LaPresse
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Inter, l’ex Mancini smentisce l’ipotesi Leicester – La sua seconda esperienza sulla panchina dell’Inter è terminata nella scorsa estate, da allora non è più tornato ad allenare, ma resta sempre un obiettivo dei grandi club italiani ed europei. Stiamo parlando di Roberto Mancini, che oggi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘Radio Deejay’, smentendo in maniera netta un possibile contatto con il Leicester“Mai parlato con nessuno. Sono già stato lì, ho giocato cinque gare lì da calciatore. L’esonero di Ranieri? Mi ha sorpreso, quello che ha fatto Claudio l’anno scorso è incredibile. Il momento della squadra è particolare, ma un tecnico come Ranieri poteva essere la persona giusta per portare la squadra alla salvezza. Il miracolo è stato fatto l’anno scorso, perché due anni fa si salvò all’ultima giornata. Quest’anno tutte le situazioni sono negative, mentre l’anno scorso andava tutto bene. Il calcio è anche questo. Aver vinto la Premier avrà appagato qualcuno, ci può stare. Poi hanno perso Kanté, un calciatore fondamentale. Potevano tenere Ranieri, ho letto che i calciatori hanno chiesto l’esonero ma ci credo poco”.

Inter, l’ex Mancini svela un clamoroso retroscena – Poi Mancini, a proposito del noto caso Bonucci-Allegri, ricorda un episodio simile con Tevez ai tempi del Manchester City: “Gli dissi di scaldarsi a bordocampo e non lo fece. Lo chiamai il giorno dopo, gli dissi di chiedere scusa. Non lo fece, andò in Argentina e tornò dopo due o tre mesi”. Infine l’ex

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tecnico dell’Inter torna sul suo addio al club nerazzurro, svelando un retroscena molto interessante: “Io sono andato via ad agosto. Non c’erano più le condizioni per andare avanti. Avevo ricevuto un’offerta dalla proprietà cinese. C’erano delle situazioni che non mi andavano bene, con la squadra era stato fatto un ottimo lavoro. Mancava poco per lottare al vertice, bisognava fare delle scelte. Se ho rifiutato il contratto? Vero, mancava solo la firma ma non l’ho firmato”.