Dopo le spese per sistemare la squadra di Roberto Mancini, dalla difesa al centrocampo, e dopo le cessioni necessarie di Shaqiri e Kovacic, l’Inter riparte da un punto fermo, l’unico nome incedibile della ancora troppo nutrita rosa nerazzurra: Mauro Icardi. L’argentino sta lentamente scalando gradi, avviandosi verso quel ruolo di leader che gli tocca di diritto.
Non è ancora chiaro ai più il progetto del tecnico jesino che decide di cedere profili che poi vuole ritrovare sul mercato (magari a poco prezzo), che cambia idea, che chiede nuovi rinforzi e che, fino a questo momento, è stato accontentato su tutti i fronti dal patron nerazzuro Erick Thohir. Si attende però, ancora, un attaccante che possa fungere da vice-Icardi.
La ricerca sarà dura perchè Maurito ha mostrato di essere insostituibile negli schemi di Mancini, indipendentemente dal modulo: il suo dovere è quello di far gol e la scorsa stagione ha chiuso la Serie A da capocannoniere a pari merito con Luca Toni, uno che ha quasi 20 anni di più. La bellezza di un calcio che non smette mai di stupire.