INTER, PARLA PIOLI – Dopo la sofferta vittoria di domenica scorsa in casa del Bologna, arrivata solo grazie al primo goal ufficiale di Gabigol con la maglia nerazzurra, l’Inter si prepara ad ospitare la Roma in quel di San Siro. Si tratta di un vero e proprio dentro o fuori per la squadra di Stefano Pioli, che in caso di mancato successo vedrebbe ridursi di molto le speranze di puntare ad un piazzamento Champions. Lo sa bene anche il tecnico dell’Inter, che ha parlato dei prossimi avversari e non solo nel corso di un’intervista per ‘Il Corriere della Sera’: “Con la Juve abbiamo dimostrato di essere all’altezza, con la Roma cerchiamo il salto di qualità. Per costruire una squadra vincente serve tempo, bisogna lavorare sul gruppo e sulla mentalità. L’Inter ha una base di alto livello, con un giusto progetto e investimenti efficaci può raggiungere Juve, Roma e Napoli”.

INTER, PARLA PIOLI – Poi Pioli torna sulla sconfitta dello Stadium contro la Juventus, non nascondendo qualche rimpianto per com’è andata la gara: “Alla fine l’ha condizionata l’ultimo corner a fine primo tempo, da cui è nato il vantaggio della Juve, senza quell’errore potevamo vincere. È stata una nostra grave disattenzione, i dettagli fanno la differenza. Ma abbiamo dimostrato che la squadra c’è. Quando si subentra il problema è che non conosci bene le persone. I calciatori dell’Inter li conoscevo, ma è fondamentale capire i caratteri, con chi hai a che fare. Prima lo fai, meglio è. Devi essere sveglio e veloce, il tempo è poco”. Inoltre il tecnico nerazzurro sottolinea come la chiamata dell’Inter sia arrivata al momento giusto della sua carriera di allenatore: “A 40 anni ero a Parma in Serie A, era la mia occasione, nella mia città, con la mia squadra, ma ero al posto giusto nel momento sbagliato. Ora sono al posto giusto nel momento giusto. Mi sentivo pronto. Sentivo che il mio percorso era compiuto e che lo sbocco naturale era una grande squadra”. Infine Pioli spende parole al miele per il nuovo acquisto Gagliardini, diventato subito un punto di forza del centrocampo dell’Inter: “Lo seguivo dai tempi del Vicenza: è sempre dentro la partita, ha senso di posizione, gioca un calcio semplice, efficace. Al primo giorno di allenamento ho capito che non avrebbe sentito il passaggio dalla provincia a un top club. Mi auguro diventi uno da 7, 8 gol a stagione”.


















