Inter, presentazione Mancini: le parole del nuovo tecnico

E’ il giorno di Roberto Mancini. L’Inter ha scelto di affidare la panchina nerazzurra al tecnico ex City. Per il Mancio si tratta di un ritorno. Dopo l’esonero di Mazzarri, tocca a Roberto Mancini provare la corsa in Champions. Subito un impegno difficile per l’ex tecnico del Galatasaray che troverà il Milan nel prossimo turno di campionato in un derby caldissimo.

PRESENTAZIONE MANCINI

Roberto Mancini è arrivato in conferenza stampa e ha dichiarato: “non conosco tutti i giocatori, è difficile fare paragoni con dieci anni fa. Sta a noi riportare entusiasmo e soprattutto ricominciare a vincere. L’entusiasmo è molto importante”. Il nuovo tecnico dell’Inter è felice dell’affetto dei tifosi: “mi ha fatto molto piacere, è successo tutto molto in fretta. Non avrei mai pensato di tornare all’Inter, è successo tutto molto in fretta, queste cose accadono. Vuol dire che è stato fatto qualcosa di buono”. 

“La famiglia Moratti ha fatto la storia dell’Inter, questo è impossibile da cancellare. Sono felice che lui sia felice, abbiamo cominciato a vincere insieme. Posso solo ringraziarlo di avermi fatto venire all’Inter dieci anni fa. Ora la situazione è diversa, ma lui resta una figura importante”.Seguono aggiornamenti” ha affermato su Moratti. Mancini ha parlato della cambiamento dello schieramento difensivo: “difesa a 4? Non so, ora vediamo. Ho delle idee, poi mi confronterò anche con i giocatori per capire quello che pensano”. 

Su Kovavic“l’entusiasmo è alla base del nostro lavoro, questa è la cosa più importante. Kovacic è un giocatore importante, non sempre può giocare benissimo perché è un ragazzo giovane. Credo che possa diventare un campione in futuro”. Mancini ha le idee chiare: “non so se è lo stesso di dieci anni fa, ogni momento è diverso. Dieci anni fa ero davvero giovane ed era la prima occasione importante con un club di questa levatura. Ora le cose sono diverse, non mi sento allo stesso modo”. Poi si è soffermato sui club italiani: “Milan, Inter e Juve sono i tre club più famosi all’estero, i tre più importanti. Poi, certo: oggi si sono aggiunti Napoli e Roma. Il Milan è sempre il Milan e tornerà grande: noi dovremo combattere con loro”.

Mancini ha spiegato gli insegnamento dell’esperienza all’estero: “non so perché mi hanno chiamato, chiedete al presidente.Quando uno lavora anche all’estero, fa esperienza straordinarie con giocatori diversi e modi di vivere il calcio completamente diversi. Ho lavorato nel miglior campionato al mondo che è la Premier League e poi in un grande club come il Galatasaray. Credo che se un allenatore riesce a fare questo possa essere di grande aiuto”. “L’anno scorso sono arrivato il lunedì al Galatasaray e il mercoledì ho giocato a Torino contro la Juve in Champions League. Quando mi hanno chiamato qui, non conoscevo il calendario, sapevo solo che c’era il derby” ha aggiunto il nuovo tecnico nerazzurro.

Riguardo a Medel e Nagatomo: “Medel è un ottimo centrocampista, Nagatomo è un giocatore esperto”. Mancini si è soffermato sul mercato di gennaio: “devo conoscere prima bene la squadra. Non è così semplice prendere giocatori a gennaio. Se uno prende un giocatore a gennaio, o è un fuoriclasse o difficilmente si integra”. 

Infine su Mazzarrri e Balotelli: “sono dispiaciuto per Mazzarri: le cose vanno male perché devono andar male e non per colpa dell’allenatore. Ha fatto bene ovunque sia andato. Balotelli sta bene a Liverpool: ha avuto la fortuna di andare in Inghilterra in uno dei club più importanti e deve sfruttare questa chance”.