Inter, un anno fa roccia difensiva, oggi in continua crisi: qual è il vero Murillo?

Da quando è iniziata la stagione, l’Inter non ha certo brillato per gioco, come pure per i risultati. Ed individuare un unico responsabile, in questo piccolo disastro cui si potrebbe ancora porre rimedio, sarebbe ingiusto ed impossibile. Meno complicato, invece, è considerare la posizione di qualche singolo che, rispetto ad un anno fa, ha avuto un calo di rendimento evidente. Il riferimento, nel nostro specifico caso, va a Jeison Murillo. Il colombiano, arrivato nell’estate del 2015 in nerazzurro, dell’ultima gestione Mancini è stato uno dei più brillanti, coordinandosi molto bene con il compagno di reparto, Miranda, e distinguendosi per il gioco aereo e l’efficacia degli anticipi sui diretti avversari. Non a caso, quando si parlava di Inter, sino a qualche mese fa si diceva spesso che, sistemata la cerniera difensiva centrale, andavano rinforzate le fasce. Ed invece eccoci qui, oggi, a commentare le prestazioni di Murillo in tutt’altra salsa: capace di errori memorabili, di dormite colossali, di interventi assolutamente fuori tempo. Questo pare essere diventato l’ex Granada. Che, di sicuro, non è stato coadiuvato dal contesto generale, decisamente allo sbando. Il risultato, ora, è che il difensore ha perso il posto da titolare, non solo all’Inter ma anche in Nazionale. Vecchi, nel suo brevissimo interregno, gli ha preferito Ranocchia e lo stesso Pioli, alla sua prima stagionale, nel derby, ha piazzato Medel al centro della difesa, al fianco di Miranda. L’infortunio del cileno, però, ha costretto il nuovo allenatore nerazzurro a spedire in campo Murillo che, in verità, non si è neppure comportato male. Peccato che ieri, in Europa League, contro l’Hapeol Be’er Sheva, il sudamericano ne abbia combinate di cotte e di crude, dando un contributo fondamentale, suo malgrado, alla rimonta israeliana. Ricordiamoci che parliamo di un calciatore giovane, essendo egli nato nel 1992, e che, per averlo, l’Inter spese 9 milioni di euro, cifra non eccessiva ma neppure da trascurare. La domanda, adesso, sorge spontanea: qual è il vero Murillo, quello ammirato la stagione passata oppure quello che, ad oggi, si è reso protagonista di prestazioni davvero insufficienti? Impossibile dare una risposta adesso anche se, in questo momento, è complicato sbilanciarsi positivamente. Nelle prossime settimane ne capiremo di più, ammesso che Pioli voglia dargli ancora fiducia.