Al Meazza, termina 1-0 la sfida tra Inter e Verona. Gara non molto spettacolare, decisa da un colpo di testa di Felipe Melo al 56′. L’Inter continua a volare.
INTER (4-3-3)
Handanovic 6: spettatore non pagante
Santon 6: gara assolutamente sufficiente per l’ex Newcastle, che offre una prova solida
Miranda 6: ordinaria amministrazione al rientro dopo l’infortunio
Medel 7: se trova continuità, rischia seriamente di scalzare uno tra Miranda e Murillo come difensore centrale. Straordinario
Alex Telles 6: qualche ombra in fase difensiva, ma serve un cross fantastico che rende possibile l’1-0 interista
(dall’89’) Ranocchia s.v.
Guarin 5: ancora una volta, la sua prestazione è insufficiente. Troppo confuso e spaesato
Felipe Melo 7: è il simbolo di questa Inter. Certamente, il suo gioco non è una lezione di estetica, ma non molla un centimetro e realizza anche il gol del vantaggio.
Kondogbia 5,5: piuttosto spaesato in fase di costruzione. Meglio quando c’è da difendere
(dal 62′) Biabiany 6: il voto è questo per la mezzora in cui è stato in campo, correndo tanto, ma incidendo poco. Ma permetteteci di dargli un 9 morale per il suo rientro in campo dopo l’incubo che questo ragazzo ha passato nell’ultimo periodo
Ljajic 5,5: cerca di mettersi in mostra con la sua tecnica non certo discutibile, ma è sempre inconcludente
(dal 57′) Jovetic 6: non spacca la partita, ma regala qualche numero di rilievo
Icardi 5,5: osservato speciale di Moras e compagnia, non riesce ad avere la meglio sui difensori scaligeri
Perisic 6: non è ancora il giocatore per cui Mancini ha insistito tanto, ma dà l’impressione che sia solo questione di tempo prima che si sblocchi definitivamente. Da notare i frequenti ripiegamenti difensivi
VERONA (5-3-2)
Rafael 6: incolpevole sul gol, si fa trovare pronto su Perisic
Pisano 6: non demerita in entrambe le fasi. Soprattutto nel primo tempo, le sue scorribande lo rendono quasi un attaccante aggiunto
Bianchetti 6: partita nel complesso sufficiente per il giovane centrale
Moras 6,5: il migliore del pacchetto arretrato scaligero. Guida il reparto con autorità ed è provvidenziale in un paio di chiusure
Helander 6: il suo cognome richiama il noto film con Sean Connery e la colonna sonora dei Queen. Sicuramente la sua prova è sufficiente, ma dovrebbe imparare da Moras a essere più grintoso e combattivo
Albertazzi 5,5: prova di grande personalità per l’ex milanista. Se attorno a sé sente la fiducia, può diventare un fattore, ma quella marcatura su Felipe Melo ancora grida vendetta…
(dal 71′) Souprayen
Sala 7: moto perpetuo. Questo ragazzo ha davanti a sé un futuro importante. E quella traversa ancora trema…
(dal 75′) Zaccagni s.v.
Viviani 5,5: cerca di dispensare le sue geometrie, ma con alterni successi
Greco 6,5: il suo dinamismo crea grossi problemi al centrocampo nerazzurro
Pazzini s.v. esce per infortunio
(dal 21′) Siligardi 6: per contare i palloni giocabili che gli arrivano potremmo scomodare l’algebra. Sull’unica occasione capitatagli, riesce quantomeno a impegnare Handanovic.
Juanito Gomez 6,5: non sarà un fenomeno, ma è uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe avere in rosa per disposizione al sacrificio e mobilità