Juan Sebastian Veron si è lanciato nel mondo del calcio grazie alla Sampdoria, i tifosi blucerchiati non hanno ovviamente dimenticato le qualità tecniche e umane dell’argentino. Adesso ha intrapreso il percorso dirigenziale, ma non dimentica il passato. Attraverso una diretta Instagram sulla pagina ufficiale della società blucerchiata ha dichiarato. “Io non sapevo molto della storia della Samp, mi ricordavo solamente la finale di Champions League del ’91 contro il Barcellona. Non sapevo dove sarei andato, ma sono partito al buio. In poco tempo si è rivelata una famiglia: dal presidente ai magazzinieri. Ogni volta che parlo con figli e ragazzi che giocano a calcio, parlo sempre della Sampdoria. Mi torna sempre in testa, ho finito le parole”.
“Ho trovato una società solida e una squadra forte, perfetta per la mia crescita. Ho un ricordo bellissimo dei tifosi e della città. Spero sia lo stesso per loro. La maglia è fantastica. In Argentina c’è molta gente che tifa Sampdoria, addirittura un cuoco famoso”.
MANCINI – “Ho la sua maglia, gliela chiesi a San Siro. Per me Roberto è stato un fratello. Era un rompipalle in allenamento, ora l’età lo ha calmato. Era meglio evitare di allenarsi con lui (ride, ndr). Per me è stato un esempio: sempre concentrato, non mollava mai di un centimetro”.
IL FUTURO – ”Sono molto legato ai blucerchiati. Se ci fosse un progetto in futuro, valuteremo. Non si sa mai, tengo aperta le porta. Oggi non riesco a seguirla tantissimo. All’inizio della stagione ha trovato difficoltà, ora invece ha ritrovato equilibrio con Ranieri. Spero possa finire il campionato e salvarsi”.